Le organizzazioni umanitarie: gesto cinico
Repubblica 8-5-09
Da Amnesty International a Medici senza frontiere: in questo modo l´Italia non rispetta la Convenzione di Ginevra
ROMA – Un gesto preoccupante, cinico e violento, contrario alle leggi internazionali e al rispetto dei diritti umani. Protestano le organizzazioni umanitarie per la sorte dei clandestini ripescati nel canale di Sicilia e rispediti direttamente in Libia. Dalla Caritas all´Arci, da Medici senza frontiere a Save the Children accusano il governo. Mentre l´Onu chiede di «riconsiderare la preoccupante decisione». Tre i punti fondamentali. Non è stata data ai migranti la possibilità, prevista dalle Convenzione di Ginevra, di chiedere asilo. Vengono mandati in un paese che non ha ratificato le convenzioni internazionali sui diritti umani. Senza dimenticare «che è fondamentale che il principio internazionale di non respingimento continui ad essere integralmente rispettato», dice l´Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Antonio Guterres. Preoccupato perché questo «incidente mostra un radicale mutamento delle politiche migratorie del governo italiano», ancor più allarmante «per la mancanza di trasparenza con cui si è svolto».
Loro, che si occupano dei più deboli, che conoscono le rotte dei disperati, che hanno visitato «i campi» libici di accoglienza più volte bocciati dalle organizzazioni internazionali, temono per il futuro di quei clandestini.
«Non sappiamo chi se ne farà carico. Se verranno rimandati nei paesi dai quali sono fuggiti finiranno in carcere, sparendo nel nulla come è già accaduto. Oppure resteranno per anni senza tutela in quei campi dove il rispetto dei diritti umani è bassissimo. Non possiamo lavarcene le mani, siamo responsabili del loro destino», dice Oliviero Forti, responsabile ufficio immigrazione della Caritas. «Ricacciare quei disperati è assurdo e incivile. Una prova di forza inaccettabile, un atto elettorale visto che non sembra esserci un piano, un progetto», sbotta Valerio Neri di Save the children che ricorda come ai clandestini non sia stata concessa la possibilità di chiedere asilo prevista dalla Convenzione di Ginevra. E molti lo avrebbero ottenuto visto che su cento richieste cinquanta ottengono lo status di rifugiato. Non solo. vengano mandati in un paese che non ha ratificato la convenzione sui diritti umani, che non è attrezzato a dare asilo. Un comportamento, ricorda, già sanzionato dalla Corte europea che nel 2005 aveva condannato l´Italia per aver fatto respingimenti collettivi alla volta delle città libiche.
Punta il dito anche Filippo Miraglia dell´Arci. «La Libia è stata più volte denunciata per il mancato rispetto dei diritti umani, trattata gli irregolari in maniera indegna detenendoli in veri e propri lager, oppure abbandonandoli nel deserto o ancora rispedendoli nelle terre d´origine anche nel caso in cui ci siano guerre e persecuzioni». Un avvenimento terribile, lo giudica Loris de Filippi, presidente di Medici senza frontiere. «Questo rimpatrio forzato e cinico è contrario alle leggi internazionali e metterà l´Italia al bando delle nazioni civilizzate».

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