La Lega: «Se sei milanese posti riservati sul metrò»
Secolo XIX 8/5/09
la proposta
Il ministro Carfagna: «Nessuno può condividere». Il Pd: «È apartheid»
Milano. «Carrozze riservate ai milanesi sul metrò». Ma no, era solo «una battuta, una provocazione» spiega l’onorevole leghista Matteo Salvini, candidato alle Europee, qualche ora dopo aver scatenato il putiferio. E consegna alle agenzie di stampa il suo pensiero autentico su come dovrebbe essere riorganizzato il trasporto dei passeggeri nella metropolitana meneghina. «Oggi ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio del metrò alle donne, italiane o no, viste le centinaia di denunce di aggressioni, palpeggiamenti, insulti, apprezzamenti pesanti che le donne subiscono ogni giorno. Rispetto alle giuste lamentele espresse da una nostra candidata alle provinciali – aggiunge Salvini – che stamani ha ricordato come le donne non possano più sentirsi sicure su alcune linee dei mezzi pubblici a Milano, causa l’invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari che non hanno alcun rispetto delle donne, ho proposto di riservare dei posti alle milanesi così come si faceva per gli invalidi di guerra e del lavoro».
È una correzione di rotta rispetto alle dichiarazioni di qualche ora prima, ma non basta. Quella frase «..è certo che andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi di qualsiasi razza e colore», ha già provocato le reazioni sdegnate dei partiti d’opposizione, ma non solo.
La proposta viene bocciata come razzista sia da esponenti del Pd lombardo, sia da voci autorevoli del centrodestra. Anche dal presidente della commissione Politiche sociali di Palazzo Marino, Aldo Brandirali, del Pdl. E Salvini cosa fa? Insiste: «Chi critica e non ha mai usato i bus della 90, la 91 o la 64 parla a vanvera. Oppure la linea gialla della metropolitana in alcune ore della sera. Sono linee che la gente fatica a prendere». E a Brandirali, che lo accusa di inviare messaggi diseducativi a scopi elettorali, replica: «Prenda una di quelle linee a rischio e cambierà idea».
Parole che confermano l’atteggiamento razzista della maggioranza, secondo il segretario del Pd Dario Franceschini. «Ormai siamo oltre la fantasia – dice – È successo già una volta nella storia: nel ’55 negli Stati Uniti Rosa Parks, una donna nera, si rifiutò di alzarsi da uno dei posti dell’autobus su cui viaggiava, riservati ai bianchi. Da quell’episodio partì la lotta di Martin Luther King. Vorrei sapere se anche questo paragone è sbagliato e se devo prendere insulti anche su questo» conclude Franceschini.
«Proposta squallidamente razzista, becera e incivile che si commenta da sola. Nel passato, c’è una sola pietra di paragone: quanto i nazisti facevano con gli ebrei», afferma Paolo Ferrero segretario del Prc. Parla di «apartheid» della Lega l’esponente di Sinistra e Libertà Paolo Cento che aggiunge: «In campagna elettorale spesso si va oltre il consentito ma questa proposta della Lega supera il limite della decenza oltre che quello della Costituzione italiana». Per il deputato Pd di Milano, Vinicio Peluffo, l’alternativa e secca: «O Salvini è convinto di quello che dice e, quindi, sta proponendo misure da apartheid oppure, più semplicemente, è un “cacciaballe”. In nessuno dei due casi ci fa una bella figura. Non gli rimane che correggersi e chiedere scusa». Emanuele Fiano, anche lui del Pd, si aspetta invece che «i vari Capezzone, Cicchitto, Maroni, Bocchino, insorgano e prendano le distanze dalle affermazioni del deputato della Lega», perché quella di Salvini «è un’idea razzista, non ci sono altre definizioni possibili. Nessuna campagna elettorale al mondo si può giocare sulla pelle degli individui: il rischio di deriva della nostra societàè molto vicino». Per il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, «la Lega con le sue proposte choc alimenta la xenofobia ed il degrado culturale del nostro Paese. Invitiamo Bossi ed i ministri del governo Berlusconi e prendere immediatamente le distanze».
La prima voce ad alzarsi è quella del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: «I cittadini italiani, uomini o donne che siano, e gli immigrati regolari sono tutti uguali davanti alla legge. Per questa ragione nessuno può condividere la proposta avanzata oggi di carrozze riservate sui mezzi pubblici ad una singola tipologia di cittadini, siano milanesi o di qualunque altra città, uomini o donne, bianchi o neri». Ma per il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto «quella di Matteo Salvini è stata solo una battuta».
Bruno Lugaro

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI