“In metrò posti riservati ai milanesi”
Repubblica 8-5-09
Proposta shock della Lega. Franceschini: “Confermo, è giusto parlare di leggi razziali”
La polemica
Il lumbard Salvini: “Vanno protetti dai troppi immigrati, anche due vagoni per sole donne”
MILANO – Vagoni di metrò, tram e autobus riservati ai milanesi, «minoranza da proteggere» dai troppi extracomunitari. Ma anche carrozze vietate a tutti gli uomini, per salvare le donne dalle molestie. Tra quelli (pochi) che le liquidano come boutade e i tanti, invece, che parlano apertamente di razzismo e di nostalgie segregazioniste, hanno fatto rumore, ieri, le dichiarazioni del parlamentare leghista Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale a Milano. «Prima c´erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta: adesso si può pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi», dice in mattinata.
La “provocazione” di Salvini, così, diventa il nuovo capitolo dello scontro tra il ministro dell´Interno Roberto Maroni e il segretario del Pd Dario Franceschini: il secondo aveva accusato il primo di «ritorno alle leggi razziali», il primo ieri ha bollato quest´accusa come «una vera e propria idiozia». Polemiche rinfocolate dalle proposte in salsa leghista sulle nuove frontiere del trasporto pubblico. Perché Salvini, ai primi sdegni, precisa senza sminuire: «Ho scritto al presidente di Atm – dice – perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l´invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata». Ce n´è abbastanza, a questo punto, per la replica di Franceschini: «Il mio paragone con le leggi razziali è pertinente: quando si introduce il reato di clandestinità, quando i bambini a scuola o i malati all´ospedale rischiano la denuncia non si possono che evocare quelle leggi. Che non mi sbagliavo lo dimostra la proposta della Lega».
Ieri, però, le polemiche si sono spostate dalla blindatissima norma sulla sicurezza al fronte milanese. Con i consiglieri del Pd che hanno chiesto al sindaco Moratti di «buttare fuori da Palazzo Marino la Lega» e il sindaco stesso che, assicurando con tanto di cifre che «l´amministrazione ha a cuore la sicurezza sui mezzi pubblici» liquida quella di Salvini come «una battuta». Sulla proposta dei vagoni riservati alle donne arriva invece lo stop dalla stessa Atm: «Per realizzarla ci sarebbero seri problemi tecnici e organizzativi». Da più parti, poi, è arrivata la richiesta di un chiarimento da parte della Lega: «Un partito che governa il Paese dovrebbe chiedere scusa per tutto questo», conclude la parlamentare Pd Barbara Pollastrini.

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