Amnesty e msf: «Atto illegale»
Secolo XIX 8/5/09
valanga di critiche
ROMA. Per bocca del suo rappresentante in Italia, Laurens Jolles, Unhcr ha rimarcato le incongruenze derivate dal blitz italiano contro i tre barconi di migranti. «Finora abbiamo lavorato in stretta collaborazione con le autorità italiane a Lampedusa e in tutto il Paese per garantire che le persone in fuga da guerre e persecuzioni ricevano protezione in linea con la Convenzione di Ginevra del 1951. È di fondamentale importanza che il principio di non-respingimento continui ad essere integralmente rispettato».
Fortemente critica Amnesty International: «Il governo italiano e quello maltese hanno contravvenuto ai propri obblighi internazionali di proteggere i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo soccorsi in mare», ha detto Nicola Duckworth, direttrice del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International. La decisione italiana di rispedire nel luogo dal quale erano partiti i migranti è stata definita «senza precedenti» perché non ha preso in considerazione i loro bisogni di protezione internazionale. «Le dispute sulla giurisdizione e sulle responsabilità non dovrebbero mai impedire o ritardare il soccorso e l’assistenza a persone che sono a rischio di annegamento. Gli Stati devono assicurarsi che gli accordi di cooperazione internazionale e assistenza reciproca, tra cui quelli riguardanti il controllo delle frontiere e le politiche di immigrazione, non determinino violazione dei diritti umani».
«Il rimpatrio forzato è un atto illegale fuori da ogni legislazione italiana ed internazionale», ha commentato Loris De Filippi, direttore delle operazioni di Msf Italia. «Nel maggio 2005 la Corte europea dei diritti dell’Uomo ha condannato le procedure del rimpatrio forzato disposto dal governo italiano perché lesive del diritto d’asilo».

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