Sì al voto di fiducia. Il Pd: «Leggi razziali»
Secolo XIX 7/5/09
Giro di vite sui clandestini: il governo blinda il ddl
Roma. Tre voti di fiducia, ma non subito: soltanto mercoledì si voteranno tre maxi emendamenti al disegno di legge sulla sicurezza. La Lega ha fatto l’impossibile per accelerare ulteriormente i tempi e votarli già in questo fine settimana: in mattinata un primo Consiglio dei ministri aveva autorizzato la questione di fiducia, senza però fissare i tempi. Con un piccolo colpo di scena è stata autorizzata, in questa occasione, anche la “fiducia” sulla legge per le intercettazioni telefoniche.
Umberto Bossi e Roberto Maroni, al termine della riunione, si sono lamentati: «Non vedo problemi a porre la questione di fiducia – aveva spiegato il senatur – anche subito. Ma sarà, forse, perché sono un po’ miope»; «Questa telenovela deve finire. Aspettare una settimana significa far uscire altri 250 “ospiti” dei centri di identificazione» ha spiegato il ministro degli Interni. Subito dopo, in aula, la maggioranza è andata sotto: si stava votando l’approvazione del trattato di Prum, che istituisce una banca dati del Dna a livello europeo. A scrutinio segreto è passato un emendamento del Pd: 229 no e 224 i sì. Dai tabulati d’aula si è capito che almeno sette esponenti della maggioranza avevano deciso, coperti dal voto segreto, di appoggiare la proposta dell’opposizione. Una novantina, invece, i deputati del Pdl assenti. Un “mal di pancia” del centrodestra per la questione sicurezza? L’opposizione ne è certa: «Devono tenere la maggioranza con la forza, altrimenti, ad ogni voto segreto vanno sotto» ha attaccato il segretario del Pd, Dario Franceschini. Ma c’è anche un’altra chiave di lettura: i “franchi tiratori” avrebbero scelto un terreno neutro (l’approvazione dell’emendamento del Pd non comporta alcuna conseguenza pratica) per forzare la mano proprio alla maggioranza e costringere il governo a blindare, con la fiducia, il testo del disegno di legge. Non a caso, dopo lo “scivolone”, ieri mattina, i due capigruppo del Pdl e della Lega si sono accusati reciprocamente dell’accaduto, senza arrivare ad identificare i responsabili. E, nel pomeriggio, un nuovo Consiglio dei ministri ha fissato la data di questa fiducia: mercoledì. La “fiducia” sulle intercettazioni telefoniche è stata, allora, uno scambio tra il premier e la Lega? «Tutte stronzate!» ha risposto Maroni ai cronisti.
Il testo del disegno di legge, a questo punto, è blindato e non avrà correzioni. Ed immediata, allora, la reazione delle opposizioni. «È immorale usare la paura, la richiesta legittima di sicurezza da parte dei cittadini, per far tornare in Italia, dopo settanta anni, le odiose leggi razziali. Ci sono dei momenti in cui un moderato, un riformista come me deve alzare la voce e risvegliare le coscienze: lo vogliamo dire, una volta per tutte, che già in passato, in Italia, c’erano bambini che venivano espulsi dalle scuole per motivi razziali? Le norme che stanno per essere varate sono palesemente incostituzionali» ha attaccato Franceschini. «Con la fiducia si mette in atto un vergognoso tentativo di regime per far passare leggi indecenti»è il tono usato da Antonio Di Pietro, Idv, per spiegare lo stesso concetto. «La maggioranza è ostaggio della Lega»: parola di Rocco Buttiglione, Udc. Secondo le opposizioni, infatti, la cancellazione delle norme che prevedevano i “medici-spia” ed i “presidi-delatori”è solo formale. Il fatto, invece, che in quel testo, sia stato mantenuto il reato di immigrazione clandestina potrebbe mettere, nei fatti, docenti e personale sanitario nella situazione di dover forzatamente denunciare chi non è in regola con il permesso di soggiorno. I toni si alzeranno ancora nelle prossime ore: il Pd annuncia manifestazioni contro il provvedimento, le organizzazioni mediche insistono perché il disegno di legge escluda “tassativamente” la denuncia da parte dei medici.
Soltanto mercoledì mattina, però, si conosceranno nel dettaglio i tre maxi emendamenti (uno per ogni capitolo del provvedimento: immigrazione, contrasto alla grande criminalità, sicurezza nelle città) predisposti dal governo. Forse anche per riscrivere i punti più controversi del programma, la decisione di chiedere la fiducia è slittata soltanto alla settimana prossima. Secondo la versione ufficiale, però, il rinvio è dovuto alla imminente chiusura delle liste per le amministrative che terranno impegnati i partiti venerdì e sabato.
Quale che sia il vero motivo, le linee generali degli emendamenti sono state definite. «Per quanto riguarda la immigrazione clandestina – ha spiegato Maroni ai giornalisti, in mattinata – sono previsti tempi più lunghi (due anni) per contrarre matrimonio, il pagamento di un “contributo” per il permesso di soggiorno, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, test della conoscenza della lingua italiana, controllo sui servizi di “money transfert”, la permanenza fino a sei mesi nei centri. Nei confronti della grande criminalità c’è il divieto, per chi ha omesso di denunciare tentativi di estorsione, di partecipare ad appalti pubblici. Il capitolo sicurezza comprende le ronde, il registro dei clochard, il permesso di usare armi di difesa personale come spray al peperoncino». Norme che sono contestate, punto per punto, dalle opposizioni: dalla “tassa” sugli immigrati alla introduzione della nuova fattispecie di reato, per passare attraverso le ronde e finire ai controllo sui trasferimenti di denaro. Ma norme che sono risultate indigeste anche alla stessa maggioranza.

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