Rimpatrio immediato nel porto di partenza scatta l´intesa con Tripoli, ora via alle pattuglie
Repubblica 7-05-09
La svolta del Viminale: per la prima volta ai clandestini non è stato fatto neanche toccare il suolo italiano
Maroni aveva fatto intuire il cambio di strategia: “Presto novità che non dico per scaramanzia”
ROMA – Rispediti in Libia direttamente dal mare, senza toccare terra. Svolta nella politica dell´immigrazione italiana. I 227 migranti che hanno raggiunto su tre carrette del mare il Canale di Sicilia non saranno ospitati nei campi di accoglienza di Lampedusa. E da là rispediti nei rispettivi Paesi d´origine, quasi tutti dell´area sub sahariana. Ma saranno trasbordati dalle motovedette che li hanno soccorsi su una nave della Marina militare che farà rotta verso il Paese nordafricano. Partiti dalla Libia, intercettati in mezzo al mare, rispediti in Libia. La notizia, data ieri in serata da Malta che in quel tratto di mare ha la responsabilità di coordinare i soccorsi, non ha trovato la conferma ufficiale del Viminale che, però, non ha neppure smentito, trincerandosi dietro a un «no comment». Ma potrebbe essere questo cambio di strategia «l´importante novità» che Maroni ha annunciato ieri ma che, «per scaramanzia», non ha voluto dire.
La nave da guerra che riporterà sulla «quarta sponda» i 227 migranti anticiperà l´arrivo delle sei motovedette del pattugliamento misto Italia-Libia. Maroni ha annunciato che il controllo delle coste libiche partirà «qualche giorno dopo la data prevista del 15 maggio». Bloccare i barconi appena salpati dalle coste, del resto, si rivelò efficace in passato anche per stroncare il traffico di uomini gestito dagli scafisti albanesi che sbarcavano gli immigrati sulle coste adriatiche. Non è ancora chiaro se il colonnello Gheddafi consentirà a militari italiani di stare a bordo armati su navi anch´esse italiane insieme a personale libico per pattugliare le coste della Libia. Quel che è ormai certo è che questo controllo partirà a giorni e consentirà, ha detto ieri Roberto Maroni, di «risolvere anche la questione con Malta».
La notizia ufficiale della imminente partenza dei pattugliamenti misti è stata accolta positivamente dagli stessi maltesi. Il ministro degli Interni di La Valletta, Carmelo Mifsud Bonnici, ha infatti dichiarato che «le motovedette italiane con pattuglie miste potrebbero portare alla soluzione permanente del problema immigrazione in quell´area». Anche se, ha ribadito Bonnici, per quanto riguarda i soccorsi in mare, «Malta rimane ferma sul principio che i migranti vanno sbarcati nel porto più vicino, e cioè Lampedusa». L´intesa con Tripoli sulle pattuglie miste è stata un percorso travagliato, scandito anche da incomprensioni fra libici e lo stesso ministro Maroni. Come quando il titolare del Viminale, nel settembre scorso, annunciò il suo arrivo in Libia a bordo di quelle motovedette. Suscitando la secca reazione dei libici: «La Libia – aveva dichiarato l´ambasciatore – rifiuta il suo arrivo in questo modo così spettacolare».

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