Gronda, un nuovo tracciato per salvare decine di case

Secolo XIX 7/5/09
l’anticipazione
Il progetto numero 2 è quello più probabile, ma con una serie di varianti
SI FARÀ la Gronda Medio-Alta, quella del tracciato numero “2″ del débat public. Ma con alcune varianti tutt’altro che trascurabili. Prima tra tutte il raddoppio in galleria della A7, che ora viaggia in superficie e rade al suolo una parte consistente di via al Garbo, via Vezzani e una manciata di civici della Valtorbella. Questo permetterà di ridurre di molto l’impatto previsto sulle abitazioni. L’opera porterà comunque alla cancellazione di una decina di civici in salita Nostra Signora della Guardia, e comporterà comunque l’edificazione del nuovo grande ponte sul Polcevera tra San Biagio e Bolzaneto. Murta e Geminiano? Qui rimane l’incognita più evidente (considerando che nel Voltrese poco o niente cambierà). Altra incognita è il nuovo nodo di San Benigno: pare che nel tracciato che uscirà fuori sarà meno mastodontico di quello fino ad oggi ipotizzato.
Queste le indiscrezioni che da più parti circolano sulla direzione finale del percorso che porterà alla creazione del raddoppio autostradale del Ponente genovese. Da Società Autostrade non confermano né smentiscono, rimandando ai vertici romani l’onere di sciogliere gli indugi. La data fissata perché questo avvenga è il 31 maggio, ma il Comune di Genova ha chiesto sia ad Autostrade che alla Commissione per il Dibattito pubblico di anticipare i tempi delle proprie conclusioni. «Capisco che il Comune voglia presentare la conclusione del débat public con un certo anticipo rispetto alla consultazione elettorale per le europee – chiosa Luigi Bobbio, presidente della commissione – per quanto ci riguarda posso dire che rispetteremo il termine del 15 maggio. Con una conferenza stampa presenteremo le nostre conclusioni». «Per quanto riguarda Autostrade – continua – anche loro avranno bisogno di un po’ di tempo. Giusto farli lavorare con calma, più tempo avranno per riflettere più la soluzione che proporranno alla città sarà migliorativa rispetto alla primissima opzione».
«La relazione della commissione, nei contenuti, si può dire praticamente già nota – è l’opinione di Andrea Ranieri, assessore incaricato di gestire il débat public sulla Gronda – decisivo sarà ora il rispetto dei tempi da parte di Autostrade, che spero stia già ragionando e lavorando sulla proposta finale. Spero che questo avvenga anche una settimana prima della data preventivata, cosicché i cittadini possano conoscere quale infrastruttura verrà costruita». Gianni Crivello, presidente del Municipio Valpolcevera, il più toccato dal progetto, si dichiara ancora piuttosto preoccupato da ciò che avverrà nel territorio di Murta e Geminiano. «In quel punto tutto va ancora specificato, spero che qualora la scelta ricadrà sul tracciato numero due vengano apportati importanti aggiustamenti».
Costerà di più, collegarsi alla Genova-Milano in sotterranea anziché in superficie (e bisognerà fare i conti con Anas, che deve autorizzare o meno gli aumenti tariffari necessari a costruire l’infrastruttura). Ma porterà a un sicuro risparmio in termini di impatto. Valtorbella ma anche la zona della Cabona e di via Piombelli non risulterebbero ulteriormente gravate dalla convivenza con viadotti e svincoli. I molti civici interessati dal passaggio dell’autostrada in via Vezzani, via al Garbo, via Caneva, via Wagner e via Albinoni verrebbero dunque graziati, mentre la zona della Babyfarma, della Metro e del campo nomadi non otterrebbe grossi sconti. Questo dovrebbe essere, ma l’ultima parola spetta al palazzo romano di via Bergamini. Dopo tante parole, quaderni degli attori, proteste e dotte dissertazioni, infatti, ora tocca ad Autostrade.

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