Genova cala il “2″ sul tavolo della Gronda
Secolo XIX 7/5/09
Verso la scelta del secondo dei cinque tracciati proposti: il raccordo alla A7 sarà dunque “medio-alto”
Genova. Secondo la road map mancano ancora tre settimane all’epilogo vero di una storia lunga trent’anni. In realtà, però, nel dietro le quinte le decisioni che contano sembrano già essere state prese. Il tracciato prescelto per la Gronda di Ponente – il raddoppio autostradale a monte dell’attuale A10 tra Genova Voltri e Genova Bolzaneto – sarà la carta numero due tra le cinque proposte dalla mano dei progettisti di Autostrade per l’Italia. Anzi, sarà il tracciato due ma con un’importante variante;: un tratto in più il galleria che “salverà” decine di case nel punto dove la nuova autostrada si raccorda alla A7 Genova-Milano. Tutto questo – pare – comunicherà Società Autostrade il prossimo 31 maggio. Per ora dagli uffici del Primo Tronco non confermano e rimandano ai vertici romani il compito di togliere il velo sul progetto.
Sarà dunque “Medio-Alta”, la Gronda di Ponente. Una soluzione a metà strada tra la pura fantasia del tracciato “alto”, troppo fuori dal centro abitato, e le due possibilità di passaggio “basso”, folli perché avrebbero costretto Ansaldo Energia a sopportare interminabili cantieri o a rinunciare a uffici o locali di lavoro.
Il dibattito pubblico voluto dal sindaco di Genova, i comitati anti-gronda sorti dopo la pubblicazione dei civici a rischio esproprio, i cittadini che propongono con i “quaderni degli attori” le proprie soluzioni alternative, le dispute verbali e i cortei contro. La storia della Gronda autostradale del Ponente non parte però con l’inizio di questa fase. Nel ’90 vennero chiusi dopo le veementi proteste dei comitati i cantieri della Bretella “Voltri-Rivarolo”, antesignana dell’attuale Gronda, nel dicembre 2003 si tornò alla carica con la presentazione a Provincia, Regione e Comune di quattro itinerari alternativi. La scelta cadde sul tracciato “medio” che attraversava la Valpolcevera sotto Bolzaneto. Nel 2005 dopo un serrato confronto Autostrade per l’Italia completò e inviò all’Anas i progetti preliminari avanzati. Ma qui la Regione cambiò”colore”, arrestando l’iter approvativo in ragione di altre priorità. L’iter riprese nel 2006. Nell’autunno 2008 la richiesta del sindaco Vincenzi: rimettere in discussione tutto, ma per un periodo limitato. Società autostrade accetta, nasce il dèbat public.
A dibattito finito, si cerca ora di dare un senso al rallentamento recependo alcune istanze uscite negli incontri. E così prende forma un “sesto” tracciato. Simile al “2″, ma con un tratto in più in galleria e alcune modifiche sul nodo di San Benigno. Le varianti, se verranno confermate, consentiranno di ridurre di molto l’impatto della nuova infrastruttura. La parola, ora, passa ad Autostrade, che entro il 31 maggio dovrà sciogliere gli indugi.

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