Gay pride o università
Secolo XIX 7/5/09
«CI FA PIACERE che l’assessore Tiezzi si scagli contro il caro-affitti degli esercizi commerciali. Ci stupiamo, però, che il Comune non si occupi dei nostri canoni, triplicati nel giro di qualche anno in barba agli accordi».
Enrico Parodi fa parte del Consorzio fioristi di piazzale Resasco (all’ingresso del cimitero di Staglieno) ed è in lotta, assieme ad altri quattro colleghi, con il Comune e con la maggioranza stessa del Consorzio composto da 16 ditte. «Paghiamo spese insostenibili nell’ambito di un accordo col Comune che siamo stati quasi obbligati a stipulare ed che è stato cambiato in corsa», dice Parodi. Per questo motivo, i quattro “dissidenti” hanno impugnato dinnanzi al Tribunale i bilanci del Consorzio e hanno inoltrato ricorso al Tar. Una battaglia giudiziaria durissima, iniziata nel 2003. «In quella data – spiega Marco Grasso, un altro dei fioristi scesi in campo contro Tursi – alcuni funzionari del Comune ci proposero di aderire al Consorzio di piazzale Resasco prospettandoci una serie di vantaggi. Noi quattro eravamo proprietari dei nostri chioschi che sarebbero stati abbattuti in base al piano di riordino dell’area. In cambio, avremmo ottenuto chioschi nuovi in concessione dal Comune che, per consentirci di pagare il mutuo acceso per la realizzazione delle nuove strutture, ci avrebbe sgravato dei canoni per vent’anni». Ma i termini della convenzione, oggetto di delibera comunale – accusano Grasso e Parodi – sono successivamente cambiati. «Prima di entrare nel consorzio – riprende Parodi – pagavamo un canone di 250 euro al mese, adesso ne paghiamo 700 da cui va detratta la rata del mutuo».
Nel mirino dei promotori dell’azione legale anche il prestito ventennale ottenuto dalla Carige: «Il mutuo deve essere ricontrattato, i tassi sono fuori mercato. Dove sono i vantaggi promessi? Non dimentichiamo che parliamo di soldi pubblici». E il Comune? «Da lì nessuna risposta».

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