Albenga chiede militari e più forze dell’ordine contro la criminalità

Secolo XIX 07/05/2009

Voto unanime del consiglio comunale. Il sindaco: «Vogliamo dare una sensazione di sicurezza ai cittadini»
Albenga. Militari e più forze dell’ordine per combattere la criminalità. La richiesta arriva dall’intero consiglio comunale di Albenga, che ha votato all’unanimità una delibera che sarà inviata al governo tramite la prefettura.
Un gesto per molti versi clamoroso, che arriva a tarda notte, al termine di un consiglio infuocato che è vissuto di attacchi e accuse reciproche tra maggioranza e opposizione (Lega Nord in particolare) prima di chiudersi con l’unico momento di concordia della serata, cioè la richiesta di inviare ad Albenga più forze dell’ordine o addirittura l’esercito.
È il momento culminante di una vicenda che ha radici lontane. Non solo nel tessuto sociale albenganese con i suoi contrasti e la sua forte componente immigrata, ma soprattutto in una serie di episodi grandi e piccoli che negli ultimi anni hanno suscitato malumori e proteste da parte dei cittadini.

Spaccate notturne nei negozi, furti, spaccio, accampamenti e dormitori abusivi, e in qualche caso anche semplici assembramenti di extracomunitari.
La lunga serie di riunioni in prefettura con tutte le forze dell’ordine non bastano a fermare il fenomeno, parte un progetto di videosorveglianza che prevede ottanta telecamere, ma sarà attivo nella migliore delle ipotesi solo alla fine del mese. Così qualche settimana fa il sindaco (Pd) Antonello Tabbò decide di rompere gli indugi, e la giunta approva una prima volta la delibera per chiedere rinforzi.
«Albenga non è una città insicura – spiega il primo cittadino -, e i dati sulla criminalità dicono che i reati sono in calo, che la loro quantitàè ampiamente nella media e che rispetto a molte altre realtà abbiamo un numero inferiore di episodi gravi. Ma è anche vero che i numeri non sono tutto, e che parte degli albenganesi ha una scarsa percezione della sicurezza. Le forze dell’ordine, polizia municipale compresa, stanno facendo un lavoro eccellente, con pattugliamenti, presenze costanti nelle zone più delicate e con operazioni che hanno dato eccellenti risultati. Evidentemente, però, non basta per debellare completamente certi fenomeni e per dare una sensazione di piena sicurezza agli albenganesi, e visto che questo governo ha fatto della sicurezza un suo cavallo di battaglia gli abbiamo chiesto di provvedere a mandarci più uomini».
Nel frattempo sono arrivate ordinanze di chiusura anticipata di locali, divieti di tenere in mano o nello zaino bottiglie e lattine nelle ore notturne, di scendere nel greto del Centa, e anche regole per contrastare i dormitori superaffollati.
Da allora sono passate poche settimane, ma sono successe molte cose. In particolare la notte tra il 25 e il 26 aprile l’abitazione di alcuni braccianti marocchini da parte del ‘branco’, un gruppo di almeno otto giovani tra cui tre minorenni italiani, oltre a mettere in pericolo la vita di un trentunenne marocchino, ha messo nuovamente la sicurezza e la convivenza tra italiani e stranieri al centro del dibattito politico come dei discorsi da bar. Naturalmente con accuse reciproche.
«La maggioranza ha provocato questa situazione -tuona Rosalia Guarnieri, capogruppo leghista – negando per quattro anni un problema che noi abbiamo denunciato fin dall’epoca dei mondiali di calcio, quando gruppi di giovani devastarono la città».
«La colpa è di chi ha seminato odio e intolleranza per tutto questo tempo – replica il vicesindaco Franco Vazio -. Continuando a raccontare favole di una città invivibile, oltre a danneggiare l’immagine e l’economia della città, si creano i presupposti per tensioni, scontri, e purtroppo nei casi estremi di fatti drammatici come questo».
«Perché vi siete accorti solo adesso che bisogna fare di più»? chiede Angelo Barbero (Pdl).
Ma alla fine pur tra mille polemiche (talvolta stucchevoli) la richiesta è stata unanime: Albenga vuole i militari.
Luca Rebagliati

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