Trasporto pubblico locale tariffe ferme fino al 2011

Secolo XIX 6/5/09
varato il programma triennale della regione
Più soldi all’entroterra e maggiore integrazione gomma-ferrovia
Genova. Certezza delle risorse per i prossimi tre anni e tariffe del trasporto pubblico bloccate per altrettanto tempo. Sono i cardini del piano regionale dei trasporti valido per il triennio 2009-2011 varato ieri dalla giunta che ha deciso di convogliare sui servizi pubblici locali le accise sui carburanti, 10 milioni che arrivano dalla Liguria più 7 di quota nazionale. Un piano di transizione in vista dell’obiettivo più ambizioso della Regione: unificare in un solo bacino, con un solo gestore, tutti i servizi di trasporto pubblico su gomma. Primo step: entro il 2012 Genova e Savona, che oggi hanno entrambe due gestori sul territorio, dovranno averne uno solo.
«La nostra intenzione è che le tariffe restino ferme in questo periodo di crisi e questo lo possiamo garantire per tutto il 2010 – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco – mentre all’anno successivo stiamo ancora lavorando. Sull’integrazione tariffaria abbiamo dato a Genova 1 milione e 300 mila euro, e altri 600 mila euro sono stati destinati all’abbattimento delle tariffe ».
Le novità più importanti riguardano il trasporto su gomma. Sarà questo nei prossimi tre anni a subire i cambiamenti più profondi. A cominciare dal trasporto nei piccoli comuni dell’entroterra (quelli con meno di 5000 abitanti) per i quali la Regione ha stanziato 1.685.000 euro. Per continuare con i collegamenti tra Genova e l’aeroporto Cristoforo Colombo: 400 mila euro costerà alle casse regionali l’itinerario completo del “volabus” in partenza da Principe e da Brignole (con orari cadenzati sull’arrivo e le partenze dei voli), oltre ad un servizio di navetta circolare tra lo scalo aeroportuale e il centro di Sestri Ponente.
«Vogliamo rendere centrale il trasporto ferroviario – ha aggiunto Vesco – ed è per questo che dobbiamo riuscire ad integrare maggiormente il servizio su gomma: nelle ore a domanda debole, le prime del mattino e le ultime della sera il servizio di bus è opportuno che garantisca i collegamenti perché meno onerosi rispetto al trasporto ferroviario che, al contrario deve essere incentivato nelle altre ore».
Il capitolo delle risorse destinato al trasporto pubblico su gomma, definitivamente chiuso con il piano approvato ieri e che dovrà ora passare al vaglio della commissione e del consiglio, è quello che ha provocato i maldipancia più dolorosi alla Regione che, per riequilibrare i finanziamenti, ha dovuto ritoccare al ribasso la cifra destinata a Genova, città che nei prossimi tre anni perderà complessivamente 8 milioni di euro. La torta, che è di 134 milioni, sarà suddivisa tra i bacini di utenza secondo un nuovo sistema che intreccia lo storico (il 90% dello stanziamento sarà ripartito secondo il servizio pianificato nel 2008 e quindi secondo i chilometri percorsi e le ore effettuate in quell’anno), mentre la quota restante sarà assegnata per il 5% secondo criteri “incentivanti” (biglietteria elettronica, corsie preferenziali, collegamenti nelle ore a domanda debole, servizi e agevolazioni tariffarie per i disabili, integrazione tariffaria tra bus e treno nell’area genovese, abbonamenti integrati) e un altro 5% secondo il numero di addetti e di mezzi ecologici dell’azienda.
Completamento del piano sono le risorse destinate al trasporto ferroviario e a quello marittimo. Nel primo caso oltre ai 68 milioni che sono il trasferimento statale storico e i 23 di aumento previsti dalla finanziaria, la Liguria metterà mano al portafoglio per altri 2.950 mila euro. Crescono anche le risorse per la linea Genova – Casella che guadagna 100 mila euro, ma si deve preparare ad una nuova gara per l’affidamento del servizio.
Ultima voce del piano, il trasporto marittimo che tra il 2009 e il 2011 costerà alla Liguria 1 milione di euro, 700 mila per la nave bus tra Pegli e il Porto Antico e 300 mila per i collegamenti nel golfo di La Spezia.

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