Partite sospese per cori razzisti
Il manifesto 6/5/09
Il Consiglio federale della Figc ha ratificato ieri la sospensione delle partite in caso di cori razzisti, come annunciato nei giorni successivi al caso Balotelli, l’attaccante dell’Inter preso di mira dai tifosi della Juventus. La Federazione ha rafforzato una norma già esistente (articolo 62 delle Noif sulla tutela dell’ordine pubblico nelle partite) che prevedeva la sospensione dei match di fronte a esposizione di striscioni di stampo razzista. La modifica è stata approvata all’unanimità e fa seguito alla circolare inviata martedì ai questori dal capo della Polizia Antonio Manganelli per inasprire le misure di contrasto ai fenomeni di razzismo negli stadi. La norma sarà in vigore già da domenica, in caso di cori razzisti il responsabile dell’ordine pubblico potrà ordinare all’arbitro di non iniziare o sospendere la gara per un tempo massimo di 45 minuti, trascorsi i quali l’arbitro dichiarerà chiusa la partita (con conseguente sconfitta a tavolino). Nel frattempo ieri in Francia è cominciato a Belley (nei pressi di Lione) il primo processo a un calciatore per insulti razzisti. Sul banco degli imputati Maxence Cavalcante, 23enne dilettante del Lagnieu, che lo scorso 25 gennaio, seduto in panchina, si era rivolto al capitano del Rossillon Makam Traorè chiamandolo «lurida scimmia». Traorè, di origine senegalese ma naturalizzato francese, aveva già subito gli insulti vergognosi della curva di casa sul 5-0. A quel punto l’arbitro aveva sospeso l’incontro, con successiva vittoria a tavolino per il Rossillon e penalizzazione di 4 punti in classifica per il Lagnieu. Dopo una crisi di nervi e una settimana di depressione, Traorè si era deciso a sporgere denuncia. Cavalcante rischia fino a sei mesi di carcere e 22.500 euro di multa.

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