Dal Messico con febbre alta ricoverato giovane genovese
Secolo XIX 6/5/09
nuova influenza
L’Oms: 1.419 i casi accertati nel mondo. Primi due morti negli Stati Uniti
genova. Sono cinque in Italia i casi confermati di nuova influenza umana A/H1N1. Ma ieri sera un nuovo caso sospetto è stato individuato proprio a Genova, dove un ragazzo di 20 anni, da poco tornato dal Messico con febbre alta (sopra i 39 gradi), è stato ricoverato in isolamento all’ospedale di San Martino e sottoposto agli esami previsti dal protocollo per individuare l’eventuale presenza del virus “messicano”. L’esito sarà noto, con tutta probabilità, già nelle prime ore di questa mattina.
L’allarme per gli infettivologi genovesi (che peraltro erano già preparati a questa evenienza) è scattato dopo una segnalazione dal San Martino. Il giovane si è presentato al pronto soccorso in tarda serata dicendo di essere arrivato dal Messico l’altro ieri. La verifica sui prelievi si è svolta nel corso della notte ed è prevedibile che già in mattinata si avrà il responso sulla presenza del virus che ha messo in allarme tutto il mondo. Se confermato, il caso di Genova sarebbe il sesto finora individuato nel nostro Paese. Ai tre pazienti nel Lazio e uno in Toscana individuati nei giorni scorsi, ieri si è aggiunta la conferma di un paziente dell’ospedale Careggi di Firenze. Lo ha precisato il ministero del Welfare. Il paziente è un giovane di 32 anni rientrato dal Messico il 30 aprile. «Il paziente sta bene ha avuto solo poche linee di febbre: la situazione è sotto controllo», ha detto il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio.
Continuano intanto a crescere i casi di Nuova Influenza in tutto il mondo. Il nuovo bilancio diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) parla di 1.419 casi confermati con il numero di morti che raggiunge quota 31, 5 in più rispetto a lunedì. I nuovi decessi si sono verificati tre in Messico e due negli Usa. Una situazione monitorata costantemente ma che sembra, al momento, essere sotto controllo, soprattutto per quanto riguarda l’Europa anche se nelle ultime ore si sono verificati 15 casi di trasmissione secondaria. «Non siamo di fronte a casi di trasmissione del virus da influenza A/H1N1 a livello comunitario tra la popolazione – ha affermato il vicedirettore dell’Oms Keiji Fukuda -. Seguiamo da vicino la situazione in Spagna e nel Regno Unito, ma in questi due Paesi la trasmissione non appare estesa come in Messico e negli Stati Uniti».
Complessivamente l’epidemia della nuova influenza continua a mostrarsi poco aggressiva in tutto il mondo e anche in Messico la situazione sembra decisamente migliorare e il Paese si prepara a riprendere diverse attività con la riapertura, nella prossima settimana, di scuole, ristoranti, bar, musei e biblioteche. «Abbiamo salvato migliaia di vite, non solo nel Messico ma nel mondo intero», ha detto il presidente del Messico, Felipe Calderon, in un messaggio televisivo alla nazione.
Nel Paese dove l’influenza suina ha avuto origine, e quello più duramente colpito, la vita sta tornando lentamente alla normalità, anche se non mancano “strane” conseguenze. I produttori delle celebri «telenovelas» messicane ad esempio hanno cambiato in le sceneggiature, per escludere scene con baci e carezze, ma anche riprese in esterni che potrebbero causare agglomerati di folla.
In Messico tuttavia c’è un cauto ottimismo sull’evoluzione della malattia. «Si osserva una tendenza alla riduzione dei casi sospetti di contagio», ha detto il ministro messicano della Sanità, José Angel Cordova. Da oggi riprenderanno gradualmente le attività scolastiche e lavorative, sospese da cinque giorni.R. C.

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