Class action, retroattività a rischio
Repubblica 6/5/09
Il ddl sviluppo la fissa a luglio 2008, ma nella maggioranza c´è chi vuole cancellarla
Il Pd attacca: “Per molte norme non c´è una copertura finanziaria sufficiente”
LUCA IEZZI
ROMA – Il Ddl sviluppo potrebbe dare un altro colpo ai diritti dei consumatori. Il disegno di legge, sempre più omnibus, ha cominciato ieri il suo iter nell´aula del Senato dopo oltre due mesi passati in nelle commissioni. Nonostante questo ci sono ancora 610 emendamenti (di cui 150 della maggioranza e tre del governo) da discutere e tra questi, secondo fonti parlamentari di maggioranza, vi sarebbe un ulteriore depotenziamento della class action. La proposta è di eliminare del tutto la retroattività della norma: non si potrebbero più portare in tribunale le aziende per truffe e danni subiti dai clienti prima dell´approvazione della legge, cioè nella seconda metà del 2009.
E dire che già la formulazione attuale ha suscitato diverse polemiche perché esclude gli illeciti commessi prima del luglio 2008, scadenza che esclude i grandi scandali finanziari come le obbligazioni Cirio e Parmalat vendute ai risparmiatori.
In generale il provvedimento che ha visto crescere le norme e i settori interessati dalla sue misure non avrà vita facile: aggiungendo disposizioni su disposizioni, dal mercato energetico al ritorno al nucleare, dall´internazionalizzazione delle imprese ai i fondi per il mezzogiorno o l´editoria, molti commi non avrebbero più la necessaria copertura finanziaria.
«Se ci sono delle parti che hanno problemi di copertura verranno stralciate» ha detto il presidente della Commissione Bilancio del Senato Antonio Azzollini. La sua commissione si riunirà in mattinata per sottoporre una soluzione al presidente del Renato Schifani. Si tratterebbe, secondo il senatore Enrico Morando, «di un elenco di una trentina di norme individuate dal ministero dell´Economia». Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che punta all´approvazione entro la settimana prossima, ha avuto in serata un riunione con alcun senatori di Pdl e Lega per tentare di ridurre il numero di emendamenti.

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