Un camper di medici per i diritti

Il manifesto 30/04/09

OSTIENSE

«Un camper per i diritti» è il progetto che l’associazio-
ci.gu
ROMA
«Un camper per i diritti» è il progetto che l’associazione Medici per i diritti umani porta avanti dal 2004, con l’obiettivo di offrire un servizio medico itinerante a favore delle popolazioni più vulnerabili. A Roma dal 2008 il camper staziona una volta a settimana vicino all’air Terminal Ostiense. I medici sono così entrati a contatto con le persone che vivono alla stazione: senza fissa dimora di varie nazionalità e, soprattutto, profughi afghani. Pochi giorni fa è stato presentato il report dell’operazione. Oltre a fornire informazioni sul profilo delle persone assistite, il dossier offre anche alcuni numeri utili sul contesto romano: i posti letto nei centri di accoglienza a cui si rivolgono perlopiù i richiedenti asilo – pur non essendo a loro espressamente dedicati – sono 1.146. Secondo i dati diffusi dal Comune, i tempi di attesa medi per un uomo singolo è di 70 giorni (20-30 per una donna). Ma secondo le informazioni raccolte dalle persone incontrate durante le “uscite” del camper, spesso l’attesa è maggiore. Per quanto riguarda i dati raccolti durante le 38 uscite effettuate nel 2008, su 409 visite mediche la nazionalità maggiormente rappresentata – 88% – è quella afghana, la quasi totalità degli assistiti è di sesso maschile (99%). Il 25,6% delle persone visitate si è dichiarata minore. La caratteristica che salta agli occhi è che, alla prima visita, ben il 63% delle persone ha dichiarato di essere arrivato in Italia da un tempo inferiore al mese, il 20% da un periodo di tempo compreso tra 1 e 6 mesi. Per quanto riguarda lo status giuridico, il 63% delle persone non aveva ancora presentato la domanda di asilo, il 18% era in possesso di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria o umanitaria, l’1,9% dello status di rifugiato, il 9,2% stava ancora spettando una risposta mentre il 7% aveva un respingimento verso la Grecia o un avviso di espulsione. Sotto il profilo sanitario, non si riscontrano gravi patologie, quanto malattie legate alla povertà: malattie della cute e dell’apparato sottocutaneo, all’apparato digerente, parassitarie (con alcuni casi di sospetta scabbia), osteomuscolari e del tessuto connettivo. I disturbi psichici 2,5%. Nel 18% dei traumatismi sono state riscontrate ferite spiegate dai pazienti come «eredità» della permanenza in Grecia (maltrattamenti della polizia) e del faticoso viaggio attraverso Iran, Turchia, Grecia e Italia dove generalmente arrivano nascosti sotto i tir.

I commenti sono chiusi.