Meningite, casi sospetti tra i profughi del Pinar
Meningite, casi sospetti tra i profughi del Pinar
30 aprile 2009, ilsecoloxix.it
Quattro immigrati con la febbre alta e sintomi sospetti hanno fatto scattare l’allarme a Pian del Lago, il centro d’accoglienza a quattro chilometri da Caltanissetta. Ricoverati in ospedale, per uno di loro, un eritreo di 26 anni, la diagnosi è certa: meningite batterica.
I quattro fanno parte del gruppo di naufraghi soccorsi il 16 aprile scorso dalla nave Pinar nel Canale di Sicilia. Centoventi dei 140 che costituivano il gruppo si trovano a Caltanissetta, dove il centro accoglie complessivamente 500 persone.
In serata la prefettura ha convocato una conferenza stampa, spiegando che su tutti gli ospiti (tra loro anche bambini) e i cento operatori che assistono gli immigrati, è stata effettuata la profilassi. I quattro si trovano nel reparto isolamento dell’ospedale S. Elia di Caltanissetta.
Alla conferenza stampa, insieme al prefetto Vincenzo Petrucci, c’erano il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana e medici dell’Asl. Secondo i sanitari e le autorità non ci sono pericoli di contagio per gli altri extracomunitari, per gli operatori che lavorano nel Cpt, comprese le forze dell’ordine, e per la cittadinanza: «la malattia ha un’incubazione di 5 giorni – ha detto il prefetto – e si diffonde in condizioni particolari, come la mancanza di aerazione nell’ambiente».
Il gruppo di naufraghi soccorsi dalla Pinar (a Pian del lago sono arrivati 72 uomini, 33 donne e 17 minori), è stato portato a Caltanissetta il 20 aprile scorso. Il mercantile turco, battente bandiera panamense, prestò soccorso agli extracomunitari (una diciannovenne, incinta, morì nel naufragio ed è seppellita a Lampedusa) il 16 aprile, ma per quattro giorni non potè attraccare in nessun porto per il braccio di ferro tra Italia e Malta su chi dovesse ospitare i migranti.
La vicenda si risolse domenica 19 aprile, quando il governo italiano mandò i nostri mezzi navali a 25 miglia a sud di Lampedusa per trasbordare gli extracomunitari e condurli in Sicilia.

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