Botte al figlio disabile e alla moglie ecuadoriano arrestato per stalking

Repubblica 30-04-09

La polizia mette fine a sei anni di violenze e persecuzioni
Quando la compagna lo ha lasciato, l´uomo ha cominciato ad assillarla con telefonate e appostamenti

Quel figlio di 4 anni con gravi problemi psichici doveva guarirlo a tutti i costi. Non con l´aiuto di uno specialista e dei servizi sociali, ma con le botte, le cinghiate, gli insulti e le minacce. E quando la moglie si è ribellata e lo ha lasciato, lui ha perso la testa: l´ha violentata, ha cominciato a perseguitarla sul luogo di lavoro, con assillanti telefonate ha trasformato la sua vita in un inferno. Una brutta storia a cui ha messo la parola fine il nucleo investigativo del commissariato Cornigliano, che ha arrestato a Sampierdarena un operaio ecuadoriano di 45 anni: per lui le accuse sono di violenza sessuale e stalking nei confronti della moglie di 27 anni e maltrattamenti in famiglia.
Tutto comincia nel 2003, quando la coppia si sposa e nasce il primo figlio che ora ha 7 anni. L´uomo non ha un lavoro stabile e questa precarietà lo trasforma. Diventa aggressivo, trascorre le giornate fuori casa. La sua vita non ha più punti di riferimento e la famiglia pesa. L´arrivo del secondo figlio, disabile, peggiora la situazione. Per l´uomo il bambino è un fardello. Non accetta quel grave ritardo mentale e si convince che l´unica “medicina” per guarirlo sia la violenza. Tra lui è la moglie si crea un muro. La donna, dipendente di un´impresa di pulizie, si allontana sempre di più. Lui pensa che lo stia tradendo e una sera, al termine dell´ennesima lite, la stupra davanti ai bambini. Scatta una denuncia, lei lo lascia, e il caso finisce sul tavolo della squadra investigativa diretta dal sostituto commissario Fabio Occhi. Poco a poco gli inquirenti riescono ad aprire uno squarcio in una vicenda inquietante. La vittima racconta che il marito pensando che avesse un amante a febbraio comincia a seguirla sul posto di lavoro nel tentativo di coglierla sul fatto. Lei cambia orari, ma attraverso i colleghi si fa dire quando la può trovare. Vuole parlarle, rimettere le cose al posto. Non è vero: è solo un piano per poterla perseguitare. Si apposta sotto casa, suona il citofono giorno e notte. Ce n´è abbastanza per fare scattare le manette per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking, dall´inglese fare la posta, braccare, il reato inserito nel nostro ordinamento con un nuovo articolo del codice penale: 612 bis (sono previste pene fino a sei anni). La richiesta di custodia cautelare viene fatta dal pm Stefano Puppo e accolta dal gip Adriana Petri.

I commenti sono chiusi.