Il parlamento europeo verso l’approvazione del ”pacchetto asilo”
Quattro i testi legislativi che puntano a migliorare il sistema comunitario d’asilo e i diritti dei richiedenti. Previsto la settimana prossima il voto in plenaria
BRUXELLES – Approvato senza colpi di scena dalla commissione Libertà civile del Pe il ‘pacchetto asilo’. Si tratta di quattro diversi testi legislativi che puntano a migliorare il sistema comunitario d”asilo e i diritti dei richiedenti. Introdotti emendamenti che rafforzano la solidarietà tra Stati nell’accoglienza, riducono il ricorso alla detenzione amministrativa e rafforzano la protezione degli individui più deboli. Il voto in plenaria è previsto per la settimana prossima a Strasburgo, secondo la procedura di codecisione (ovvero con il Pe come co-legislatore).
I quattro rapporti parlamentari trattano di vari aspetti della legislazione sull’asilo. Il primo, redatto dal socialista spagnolo Anotnio Massip Hidalgo (33 voti favorevoli, uno contrario e un’astensione) definisce i diritti dei richiedenti asilo e le condizioni d’accoglienza in termini d’alloggio, nutrizione, cure sanitarie e assistenza psicologica, libertà di movimento e diritto al lavoro (da garantirsi entro sei mesi dalla presentazione della domanda) e all’educazione (entro tre mesi). Previste disposizioni particolari per la protezione degli individui vulnerabili, come le donne incinte, i minori accompagnati e non, le vittime di tratta o tortura (inclusa la mutilazione genitale).
Nello stesso rapporto viene anche regolamentata la detenzione amministrativa. Questa viene proibita per i minori non accompagnati, e dev’essere stabilita caso per caso (non in massa). La detenzione deve svolgersi in centri non carcerari appositi e potrà essere ordinata soltanto dagli organi giudiziari entro le 72 ore successive all’identificazione. Passato questo tempo, il richiedente dovrà essere rilasciato immediatamente. L’assistenza giuridica dovrà essere assicurata in tutte le fasi in una lingua comprensibile dal richiedente. Nel rapporto di Jeanine Hennis-Plasschaert (liberale olandese) si definiscono invece i principi per la condivisione dell’onere (burden sharing) dell’accoglienza tra i 27 Stati Ue, migliorando le disposizioni del regolamento di Dublino del 2003. Si prevede la possibilità di rialloggiare i richiedenti asilo da un paese all’altro in base alle possibilità di accoglienza offerte, sempre rispettando i diritti dei richiedenti soprattutto per quanto riguarda l’assistenza giuridico-linguistica e il ricongiungimento famigliare. Viene anche prevista l’introduzione di squadre europee d’assistenza per le emergenze migratorie.
Il terzo rapporto, del popolare romeno Nicolae Vlad Popa, adottato con 28 voti favorevoli, 4 contrarie e 3 astensioni definisce il funzionamento della banca dati elettronica ‘Eurodac’, il cui scopo è evitare che un richiedente presenti domanda in più di uno Stato Ue (‘asylum shopping’) grazie alla raccolta delle impronte digitali. Infine, il rapporto della verde britannica Jean Lambert prevede la creazione di un ufficio europeo d’assistenza in materia d’asilo. I suoi compiti saranno principalmente di coordinamento dell’assistenza tra Stati membri (anche per quanto riguarda la segnalazione di emergenze e il rialloggio). L’ufficio provvederà inoltre alla formazione dei funzionari nazionali che si occupano d’asilo in collaborazione con le ong del settore e l’Acnur. (mm)
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