Non servono le prostitute per risanare i vicoli
Repubblica 28/04/09
L´intervento
CLAUDIO OLIVA*
NEGLI ultimi mesi Repubblica ha pubblicato diversi articoli, con interviste e storie di vita di persone che gestiscono bassi e appartamenti in via della Maddalena. Queste persone descrivono le loro attività come pienamente lecite e, anzi, benemerite (affittano locali a povere prostitute, organizzano loro la spesa, danno utili consigli).
*Patto per lo sviluppo della Maddalena
Di solito, parallelamente a queste interviste, le forze dell´ordine smentiscono che si possa, per la città e per la Maddalena, parlare di mafia. Ma poi la mafia è davvero un problema?
La mafia, nelle sue espressioni “liquide” – quando ricicla o investe in borsa – è invisibile. Oggi le persone, hanno paura della microcriminalità, si infastidiscono per stili di vita diversi, per il rumore dei pubblici esercizi o dei vicini, per la pulizia e il decoro delle strade. La principale preoccupazione dei cittadini è la sicurezza e non la lotta alla criminalità organizzata. Alla Maddalena però le due cose coincidono. La presenza massiccia di prostituzione e di spaccio ha trasformato il Sestiere in un luogo degradato e off-limits, dove abitanti, artigiani e commercianti sono ostaggio di un grande bordello a cielo aperto con annessa piazza di spaccio. Il quartiere sta reagendo, anche a partire dalle azioni del Patto per lo Sviluppo locale. Lo spazio di Maddalena 50 rosso è diventato un luogo di incontro, passaggio di informazioni, elaborazione. Si stanno sostenendo le imprese esistenti, se ne insedieranno delle nuove, uffici, feste, animazione. L´altra sera un bel corteo di cittadini, ha visitato le splendide botteghe illuminate del ceramisti; gli immobili di Vico Mele, requisiti per reati di mafia verranno riutilizzati per la rinascita del quartiere. Il Comune, a partire dal Laboratorio Urbanistico del Patto, ha previsto un piano di riqualificazione da 12 milioni di euro e ha presentato alla Regione un progetto di distretto culturale diffuso per collegare i valori culturali e gli artigiani della Maddalena con il circuito della via Aurea, anche attraverso le nuove tecnologie.
La partita che si sta giocando è il controllo del territorio. Chi vuole che le cose restino come oggi ha una visione e la propone. Il signor Zappone, proprietario di bassi, sulla Repubblica di sabato scorso, si spinge a dettare la sua ricetta per lo sviluppo del quartiere: «Le prostitute portano vita, clienti curiosi, tengono lontano i delinquenti e fanno lavorare anche i commercianti». Noi ne abbiamo un´altra che passa attraverso la riqualificazione degli spazi fisici, il sostegno alla vitalità del quartiere, l´aumento del sentimento di appartenenza al quartiere. Un quartiere che progetta un cambiamento ha diritto a un forte appoggio sia da parte delle forze dell´ordine – diminuzione della quantità della prostituzione, lotta allo sfruttamento e alla tratta, trasparenza nelle proprietà immobiliari, lotta allo spaccio – che degli organi di informazione. È un appoggio che sono sicuro non mancherà.

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