Duomo di Milano off-limits alt a cortei e preghiere islamiche
Repubblica 28/04/09
Insorge la Cgil, la Lega media: divieto solo per sei mesi
Il sindaco e il prefetto delineano una “zona rossa” in centro vietata alle manifestazioni
ALESSIA GALLIONE
MILANO – Nella direttiva scritta dal ministro dell´Interno Roberto Maroni, non veniva mai citato esplicitamente. Ma lo scopo, dopo le polemiche che aveva scatenato e le grida «alla sacralità violata» arrivate dal centrodestra, era chiaro: vietare che si ripetesse la possibilità per gli islamici di pregare in piazza Duomo, come avvenne il 3 gennaio al termine di un corteo pro Palestina contro la guerra a Gaza. Ed è proprio piazza Duomo il fulcro della prima «mappa dei luoghi sensibili» da «proteggere dalle manifestazioni pubbliche» varata a Milano.
Un elenco scritto dal sindaco, Letizia Moratti, e dal prefetto Gian Valerio Lombardi, che traccia un perimetro “rosso” lungo tutto il centro: dalla via dello shopping, corso Vittorio Emanuele, a piazza Mercanti, da piazzetta Reale a piazza Sant´Ambrogio, da piazza Cordusio a piazza Scala. Luoghi che, presto, potrebbero non vedere più bandiere, striscioni, palchi o comizi. «Sarà un percorso condiviso con tutti», assicura il Comune. Ma dal segretario della Cgil, Onorio Rosati, arriva un preventivo e deciso “no”: «Piazza Duomo è il simbolo della tradizione democratica di Milano. Venerdì celebreremo lì il Primo maggio e contiamo di farlo anche il prossimo anno. È solo un tentativo di utilizzare strumentalmente un episodio per limitare il diritto di manifestare e la libera espressione delle idee».
La mappa c´è. «Luoghi scelti – fanno sapere dal Comune – per rispondere alla necessità di contemperare tanto ai diritti alla libertà di manifestare quanto alla tutela del patrimonio artistico e storico della città e alla salvaguardia del fondamentale diritto alla mobilità e alla libera circolazione dei cittadini». Adesso dovrà essere studiato un protocollo – come è già avvenuto a Roma – che sarà trasmesso alle organizzazioni politiche, sindacali e sociali. I divieti dovrebbero partire in via sperimentale prima dell´estate e verranno previste eccezioni per appuntamenti di particolare significato civico o ricorrenze religiose, come spiega il vicesindaco e parlamentare del Pdl, Riccardo De Corato: «Per date istituzionali come il 25 Aprile o il Primo Maggio, ci potranno essere deroghe».
Cortei studenteschi, dei centri sociali, comizi politici o sindacali: d´ora in poi le grandi adunanze verranno incanalate in percorsi che non toccheranno i luoghi «sensibili» della città. Ma ancora prima che siano decisi i dettagli, la nuova “zona rossa” scatena reazioni. «A Roma sono molte le piazze importanti, ma a Milano è piazza Duomo il luogo dove, da sempre, si raccogli la comunità – protesta Rosati – Siamo contrari a qualsiasi limitazione del diritto di manifestare in modo democratico e nel rispetto delle leggi. Milano ha ben altri problemi». Anche il Pd, con il capogruppo in Consiglio comunale, Pierfrancesco Majorino, bolla il divieto come «un atto sbagliato e dannoso per l´idea di convivenza civile».
Per il deputato della Lega, Matteo Salvini: «Da un lato la direttiva è stata inevitabile per impedire ai violenti e ai cretini di deturpare la città. Ma dall´altro è una sconfitta: dispiace per quanti hanno sempre manifestato senza dare fastidio a nessuno». Per questo si augura che il provvedimento «sia una soluzione a tempo, valida per sei mesi. La via maestra dovrebbe essere: chi sbaglia paga, con una cauzione in caso di danni».

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI