Gronda, Tav, Mugello: tre comitati, un solo no
Repubblica 27/04/09
A Rivarolo la santa alleanza della protesta contro le nuove infrastrutture
“I dati della società Autostrade sono del 2004, quando Genova era capitale europea della Cultura, non corrispondono alla realtà odierna”
NADIA CAMPINI
«I dati dei transiti nei caselli autostradali usati dalla Società Autostrade per lo studio trasportistico sulla gronda sono del 2004, anche se quella parte dello studio è del 2006. Sapete perché? Semplice, nel 2004 Genova era città della cultura, così i dati sono drogati». Risate amare risuonano nella sala dell´Albatros, a Rivarolo, che ieri pomeriggio nonostante la pioggia e il giorno festivo si è riempita fino all´ultimo posto disponibile per parlare di gronda, o meglio, del «no» alla gronda, visto che l´incontro era organizzato dai comitati anti-gronda di Ponente e Valpolcevera. Ospiti d´onore sono gli esponenti dei comitati del Mugello e della Val di Susa che in quei luoghi hanno lottato e stanno lottando contro nuove autostrade e alta velocità. «Ho fatto il capostazione dall´inizio degli anni Settanta – racconta Tiziano, da Firenze – e quando ho visto il progetto dell´alta velocità sono inorridito, perché ho capito che sarebbe stata la tomba del trasporto pubblico. Io ho assistito alla nascita della prima linea ad alta velocità europea, la Roma-Firenze, che è molto efficiente, ma i progetti che sono venuti dopo sono tutta un´altra cosa, sono nati non per rispondere alle esigenze del trasporto, ma a quelle dei costruttori». Curve a novanta gradi del nuovo tracciato, problemi idro-geologici, è un lungo elenco di dettagli di tutto quello che non funziona e che ai presenti in sala ricorda molte delle obiezioni contro i progetti genovesi della gronda. Poi è il turno di Nicoletta che arriva da Bussoleno, dove ha combattuto già dai primi anni Ottanta la battaglia, allora persa, contro l´autostrada. «E´ stato un disastro infinito – racconta – i costi sono quadruplicati, l´autostrada ha tagliato i campi e distrutto l´agricoltura e se ne sono andate anche le industrie, altro che promesse di lavoro, il lavoro ce lo hanno portato via». E adesso è la volta della Tav.
Sulle pareti dell´Albatros campeggiano intanto gli striscioni «Opzione zero» e un richiamo al sindaco «Vincenzi chi ti ha votato si ritrova espropriato». A Michele dei comitato genovesi anti-gronda, tocca il compito di presentare l´analisi dello studio trasportistico della società Autostrade, che contesta i dati forniti perché «non omogenei» (si riferiscono ad anni diversi, dal 2001 al 2006) e «non affidabili», visto ad esempio la questione dei transiti ai caselli con la scelta caduta non casualmente sul 2004.

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