Ronde e Cie restano fuori dal decreto

Secolo XIX  23/04/2009
sicurezza
Sì del Senato, con voto quasi unanime, alle nuove norme su stupri
e stalking. Condanne
molto più severe

Roma. Un voto quasi unanime dell’aula del Senato ha accompagnato ieri la conversione in legge del decreto sulla sicurezza contenente le nuove norme sullo stalking e le violenze sessuali. Per il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna «l’Italia è ora tra le nazioni più avanzate in materia di contrasto alla violenza sessuale. Da oggi le donne italiane possono stare più tranquille, è iniziata la stagione della tolleranza zero nei confronti di chi si macchia dei reati contro di loro». Per la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro la nuova legge «reca fortissimamente il segno del nostro contributo in tutta la parte che riguarda lo stalking». Ha votato sì a denti stretti anche la Lega, dopo aver incassato il voto degli alleati su due ordini del giorno che impegnano il governo e la maggioranza a ripresentare nel ddl sicurezza (attualmente alla Camera) la norma sulle ronde e quella sul prolungamento del fermo degli immigrati nei Cie. Ma Gianpaolo Vallardi, nella dichiarazione di voto, non rinuncia alla frecciata su «qualche franco tiratore».
In concreto, le novità principali del decreto consistono nell’istituzione del reato di molestie insistenti, il cosiddetto “stalking” e nelle nuove norme per la tutela delle vittime delle persecuzioni. La nuova legge introduce l’arresto in flagranza e la custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale. In caso di colpevolezza, è prevista la pena dell’ergastolo per chi commette un omicidio a seguito di una violenza sessuale, di atti sessuali con un minorenne, di violenza sessuale di gruppo, di stalking. La legge restringe anche l’accesso ai benefici della legge Gozzini per i detenuti per questi reati.

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