Volontà non vincolanti per i medici sì ad alimentazione e idratazione forzate

Secolo XIX 22/04/09
il testo
Roma. Lo scorso 26 marzo il Senato ha dato via libera al ddl Calabrò sul testamento biologico con 150 voti favorevoli, 123 contrari e 3 astenuti. Ora il provvedimento attende di passare al vaglio della Camera. Tra i contenuti principali del provvedimento, la norma che prevede che le volontà del paziente in merito ai trattamenti da ricevere o non ricevere, non sia in ogni caso vincolanti per il medico. Lo ha deciso l’Aula approvando un emendamento dell’Udc che ha cancellato l’obbligo per il medico di tenerne conto. In ogni caso nella dichiarazione può essere esplicitata la rinuncia ad ogni o ad alcune forme di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, sperimentali, altamente invasive o altamente invalidanti. Non possono invece essere inserite indicazioni relative alla possibilità di sospendere alimentazione e idratazione forzata, trattamenti che il ddl non considera terapie. Ed è questo il punto che ha sollevato le maggiori critiche. Infine si prevede che le Regioni debbano assicurare assistenza domiciliare ai soggetti in stato vegetativo persistente. Ma l’esame del testo a Montecitorio potrebbe riservare qualche sorpresa, anche alla luce delle posizioni critiche espresse di recente dal presidente Gianfranco Fini. «Siamo proprio sicuri – ha osservato Fini – che il ddl sul testamento biologico sia davvero ispirato alla laicità? Perché una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico». Le affermazioni, pronunciate al congresso costitutivo del Pdl, hanno riaperto il dibattito anche all’interno dell partito.

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