Torture ai detenuti di al Qaida Obama ipotizza incriminazioni
Secolo XIX 22/04/09
terrorismo
WASHINGTON. Sotto pressione della sinistra americana dopo la pubblicazione di quattro memorandum sulle torture dei detenuti di al Qaida per mano della Cia, il presidente Barack Obama ha lasciato la porta aperta a possibili incriminazioni degli avvocati dell’amministrazione Bush che hanno dato luce verde.
Quei memorandum «riflettono il modo con cui l’America ha perso la sua statura morale», ha detto Obama dicendosi a favore di una inchiesta parlamentare sui metodi duri usati per far parlare gli uomini di al Qaida, a patto però che l’indagine sia bipartisan. Niente caccia alle streghe anche perché il presidente si è preoccupato che le audizioni sul trattamento dei detenuti diventino «eccessivamente politicizzate». Obama ha ribadito la sua posizione che gli agenti addetti agli interrogatori che hanno agito «in buona fede» e obbedendo agli ordini non debbano essere processati. Spetta ora al ministro della Giustizia Eric Holder decidere se aprire azioni legali contro gli alti funzionari dell’amministrazione Bush che hanno creato i teoremi legali su cui si sono fondati quegli interrogatori: potenzialmente Jay Bybee, Steven Bradbury, John Yoo e forse altri che, dopo le stragi dell’11 settembre, avevano elaborato le opinioni che hanno avallato tecniche come il waterboarding rischiano l’incriminazione. Finora la Casa Bianca aveva escluso l’ipotesi di incriminazioni per gli architetti delle torture: intento a «guardare avanti», non indietro, Obama ha accettato il cambiamento di rotta che gli era stato chiesto da influenti senatori e da organizzazioni progressiste. «Quel che rende speciale l’America – ha detto – non è solo la ricchezza o il dinamismo del nostro paese e la sua straordinaria storia e diversità, ma anche la nostra capacità di tener fede ai nostri ideali e quando facciamo errori, di fare esame di coscienza e correggerli».
Un attacco è giunto dall’ex vice presidente dell’amministrazione Bush, Dick Cheney. «L’annegamento simulato? Ha funzionato, ha salvato vite di cittadini americani – ha detto – è stato enormemente utile per evitare altri attacchi di massa negli Stati Uniti».

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