Razzismo, approvato il documento

Secolo XIX 22/04/09
L’Onu: un successo. L’Italia lo boccia. Il presidente Usa invita i leader di Israele, Anp, Egitto
GINEVRA. La Conferenza dell’Onu sul razzismo (Durban 2) ha approvato ieri a Ginevra il documento finale per ribadire la lotta alla xenofobia e all’intolleranza, ma all’ombra del boicottaggio di alcuni Paesi e degli attacchi contro Israele sferrati l’altro ieri dal presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. Il testo finale – al centro di profonde controversie – è stato approvato per acclamazione, con tre giorni di anticipo rispetto al calendario della Conferenza (boicottata da nove Paesi occidentali, tra cui l’Italia e gli Usa) che proseguirà fino a venerdì.
La Casa Bianca ha fatto sapere che Barack Obama intende invitare a Washington il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il leader palestinese Abu Mazen (Mahamud Abbas) e il presidente egiziano Hosni Mubarak. Il presidente americano ha avuto ieri un colloquio col re di Giordania Abdallah e ha espresso la speranza di «gesti di buona volontà» da parte dei protagonisti del processo di pace. Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs non ha precisato le date delle visite dei tre leader a Washington ma ha lasciato intendere che ciò avverrà nelle prossime settimane.
Con la rapida approvazione del documento, l’Onu ha voluto voltare pagina all’indomani dell’intervento «totalmente inaccettabile» del presidente iraniano, che ha definito Israele (senza mai citarne il nome) un «regime razzista», scatenando una pioggia di critiche. Anche Obama ha biasimato le affermazioni di Ahmadinejad su Israele, sostenendo però di voler continuare il tentativo di dialogare con Teheran.
Per l’Alto commissario delle Nazioni Unite, Navy Pillay, l’adozione del documento è«un successo», dopo tante controversie e le affermazioni di Ahmadinejad: «È la risposta giusta», ha detto. «Il fatto che il documento sia stato adottato da tutti gli Stati tranne dieci è la nostra risposta, quello che chiamerei un successo», ha aggiunto. Pillay ha sottolineato che la dichiarazione approvata riafferma il ruolo positivo della libertà di espressione e non contiene nessun riferimento alla «diffamazione delle religioni». «È un’iniziativa importante che mira a favorire le discussioni su questioni ardentemente dibattute», ha detto. Pillay ha inoltre espresso l’auspicio che i Paesi rimasti fuori dalla Conferenza si uniscano presto alla comunità internazionale per combattere il razzismo.
Il presidente della conferenza, il keniota Amos Wako, ha definito l’approvazione un risultato «storico». Positiva anche la reazione della Francia, tra i 23 Paesi dell’Ue che hanno scelto di partecipare alla Conferenza, pur avendo abbandonato la sala lunedì in segno di protesta contro le parole del capo di Stato iraniano. «È stata tutt’altro che una sconfitta, piuttosto è stato l’inizio di un successo», ha detto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner. Il capo della diplomazia francese ha spiegato che la scelta di non boicottare la conferenza è stata compiuta in apprezzamento delle frasi contenute nella dichiarazione finale. Nel testo «figura tutto quello che desideriamo, tutto quello che i Paesi occidentali vogliono», ha aggiunto Kouchner, citando l’antisemitismo, la discriminazione delle persone, la libertà d’espressione. «Si parla del genocidio, dell’Olocausto, dei diritti delle donne, della tratta degli esseri umani, degli ammalati di Aids e delle persone handicappate», ha sottolineato.
Il testo finale, negoziato fino all’ultimo la settimana scorsa, è stato al centro di un braccio di ferro tra il gruppo dei Paesi musulmani e i Paesi occidentali, a causa delle divergenze sulla questione medio-orientale e la diffamazione delle religioni. Come chiedevano gli occidentali, il testo adottato non menziona Israele né il concetto di diffamazione delle religioni. Il paragrafo sull’Olocausto è stato mantenuto malgrado le richieste dell’Iran. Il testo approvato ieri ribadisce l’impegno a «prevenire, combattere e debellare il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza». Il documento si sofferma su numerosi aspetti del razzismo, dell’intolleranza quali i diritti delle minoranze e dei popoli indigeni, la lotta alla xenofobia e la discriminazione nei confronti di immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, donne, rom.
L’Italia ha definito il documento «un compromesso al ribasso, fragile e contraddittorio», non vede il «successo» di cui parla l’Onu, e rivendica la decisione di aver boicottato il forum. Il ministro degli Esteri Frattini auspica il lancio di una nuova conferenza Onu contro il razzismo «completamente sganciata» dalle conclusioni di Durban 1 e 2. «Avevamo previsto tutto: è successo quello che immaginavamo potesse succedere», ha commentato Berlusconi.
Diversa la valutazione della Santa Sede: monsignor Tomasi, capo delegazione vaticana alla conferenza, ha parlato di passi avanti sulla strada dei «diritti umani» con l’approvazione del documento finale: «Apre la strada a continuare a negoziare in futuro su alcuni temi che, per la prima volta, sono stati accettati universalmente». Ma l’Osservatore romano ha paventato il rischio che «l’inaccettabile attacco a Israele» vanifichi gli obiettivi della conferenza.
Silvana Bassetti (Ansa)

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