Effetto gronda, cinquantamila auto in meno in città
Repubblica 22-04-09
Uno studio dell´Istituto Internazionale delle Comunicazioni analizza tutto il traffico che potrebbe essere deviato sulla nuova arteria
Prendete cinquantamila veicoli e toglieteli da tutte le arterie del nodo di Genova per farli riapparire su un qualcosa che ancora non esiste, la gronda. L´Istituto Internazionale delle Comunicazioni, su incarico del gruppo delle imprese che sostiene il progetto “Gronda di Genova”, ha passato in rassegna ogni singolo tratto autostradale attraversato oggi da auto e mezzi pesanti, poco meno di cinquantamila al giorno, un´interminabile colonna di decine di chilometri, spesso schiacciata in coda e costretta a continui “stop and go” che liberano gas nell´aria e mettono a dura prova le arterie dei conducenti. «Non si tratta solo di spostare da una parte all´altra questo traffico – commenta Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova – Ma di creare le condizioni per rendere più scorrevole lo stesso, con evidenti vantaggi dal punto di vista ambientale. Il nodo di Genova, svuotato da auto e mezzi pesanti dirottati sulla gronda, renderebbe infatti molto più scorrevole la viabilità e lo stesso varrebbe per la gronda, con un bilanciamento del trasporto». Odone è a Roma, dove ha appena finito di presiedere i lavori di Uniontrasporti e si prepara a guidare la delegazione europea delle cento camere di commercio interessate alla realizzazione del corridoio 24, la Genova-Rotterdam, che sarà ufficialmente presentata a Genova da sei ministri dell´Unione Europea il prossimo 26 maggio. «La situazione del trasporto ha necessità di soluzioni rapide – spiega Odone – Continuando a restare fermi siamo obbligati all´isolamento». Da qui, la necessità di costruire nuove arterie, il corridoio 24, il terzo valico, la gronda. E non si tratta, sostiene l´istituto delle Comunicazioni, “solo” di decongestionare l´attuale percorso del nodo, che a questo punto verrebbe ad assumere una funzione urbana, ma di ridurre «la concentrazione di agenti inquinanti in piena area urbana» e di ridurre «i rischi di incidente su una infrastruttura oggi non più adeguata».
Visto dall´alto, il “nodo” genovese appare realmente come un incrocio perverso di tratti stradali e autostradali, un dedalo che troppo spesso costringe auto e mezzi pesanti a soste lunghe e molto costose, per la perdita di tempo che blocca le attività. E i costi “del non fare”, quantificati nelle scorse settimane aprivano scenari inquitanti. Nel solo tratto Genova Ovest-Bolzaneto, per fare un esempio, le ore di coda annue sono state nel 2007 900, come dire 37 giorni e mezzo in fila o, se si preferisce, 2 ore e mezza al giorno, sette giorni su sette. E i costi: 1,2 milioni di euro al giorno è la strabiliante valutazione economica del tempo perso in coda per gli automobilisti e 360mila euro al giorno quella per i camionisti.
«Secondo le analisi condotte per il nostro gruppo – continua Odone – la gronda, una volta realizzata, potrebbe essere utilizzata da più di quarantamila veicoli al giorno. In questo modo si eviterebbe a un´area urbana così densamente popolata, che ha subito per decenni l´aggressione dell´inquinamento, di poter tornare a respirare».

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