Simona Patrignani, 8 chili di cocaina dalla Lega: scudo Abruzzo e scandalo su Facebook. E allora?

Simona Patrignani, 8 chili di cocaina dalla Lega: scudo Abruzzo e scandalo su Facebook. E allora?

http://www.ilsole24ore.com/includes2007/frameSole.html?http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/04/simona-patrignani-8-chili-di-cocaina-dalla-lega-nord-scudo-abruzzo-dopo-5-giorni-e-scandalo-su-faceb.html

Negli ultimi giorni abbiamo parlato della Lega Nord che ha vinto il braccio di ferro con la maggioranza e si è portata a casa la data del 21 giugno per il referendum, alla faccia dell’election day. Questo significa non raggiungere il quorum, buttare al vento milioni di euro (400 per il comitato promotore e solo 173 per Maroni) e mantenere lo status quo della porcata Calderoli. Ma c’è una notizia virale sulla Lega che impazza in rete e sui social network. L’hanno segnalata anche Rosario Matrosimone su Sostenibile e Joshua Evangelista su Reporters e riguarda Simona Patrignani, segretaria del Carroccio nonché dipendente del Parlamento italiana, arrestata a Lugano mentre tornava dal Brasile insieme al marito Paolo Del Din perché trasportava in valigia 8 chili di cocaina. Le agenzie non riportano i nomi, che fanno capolino su un articolo di Libero.

Il lancio è stato dato il 7 aprile per un fatto accaduto cinque giorni prima. Lo riporta la Rsi-Radiotelevisione Svizzera Italiana. Ecco cosa scrive:

E’ una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia. Insolito sequestro, quello avvenuto il 2 Si tratta, infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. Insieme a lei, lo ricordiamo, è stato arrestato anche un uomo. Entrambi provenivano dal Brasile. Le Guardie di confine hanno scovato lo stupefacente stipato in alcune vaschette di alimenti. Non è chiaro se la droga fosse destinata al mercato ticinese, oppure se dovesse rientrare in Italia passando per lo scalo luganese, dove forse la coppia – di 40 e 50 anni – sperava in controlli meno severi. In ogni caso, i due non avrebbero mai avuto alcun legame col Ticino.

8 chili sono circa 200.000 dosi e la Patrignani ha tutte le carte in regola per l’accusa di traffico internazionale di droga. Scoppia lo scandalo e anche se da Via Bellerio tacciono, la tensione è alta. La fortuna ha voluto che il terremoto in Abruzzo tenesse banco sui media e nell’opinione pubblica nelle scorse settimane e la notizia è passata quasi del tutto inosservata.

Ora, prendersela con una segretaria dinanzi alla corruzione della classe politica, al ricordo di Cosimo Mele, al tampone antidroga delle Iene, al trinceramento dietro la privacy per nascondere il diffuso uso di cocaina in Parlamento è legittimo? Certo, la vicenda della Patrignani potrebbe infangare il partito (se solo la notizia uscisse su altri media, e Facebook sta già facendo il suo tam tam). Ma dinanzi a tutta la mollezza dei nostri eletti – anche alle amministrative, mica solo alle politiche – e alle basse pratiche del potere, questa notizia, aldilà dell’oggettività del reato, mi sconvolge meno di Fabrizio Corona candidato per la Fiamma Tricolore o alla spropositata genuflessione di Bianchetti & Co. a Domenica In. Punto.

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