Salvati i profughi accuse a Malta

Secolo XIX 21/04/09
Il governo chiede l’intervento dell’Unione europea
Roma. Finita l’emergenza umanitaria con i soccorsi italiani ai disperati dell cargo turco che giovedì scorso aveva salvato oltre 140 migranti (nigeriani, somali ed eritrei) provenienti dalla Libia su un barcone rimasto in balìa del mare, s’infiamma ora dopo ora la polemica tra Italia e Malta sulle responsabilità dei ritardi nei soccorsi. Mentre l’Unione Europea decide finalmente di aprire un tavolo sulla questione esplosiva dell’immigrazione, e oggi affronterà nello specifico il caso della Pinar.
Soccorsi completati. Ieri è arrivata a Porto Empedocle la nave della marina militare con a bordo i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Gli extracomunitari, una novantina, sono stati trasbordati durante la notte su un’unità navale. Poche ore prima altre 20 persone erano giunte a bordo del guardacoste della guardia di finanza. Sulla banchina, ad accogliere i disperati c’erano i volontari di varie associazioni. La polizia ha poi scortato il pullman dei migranti fino al centro di accoglienza di Pian del Lago a Caltanissetta. Domenica scorsa erano giunti a Lampedusa, su una motovedetta della Capitaneria di porto, i primi 20 migranti della nave Pinar. Con loro anche il cadavere di una diciottenne incinta, morta durante la navigazione. Tre extracomunitari erano stati trasportati al poliambulatorio dell’isola.
Scambio di accuse. La Valletta ha considerato come «un insulto» l’accusa di «irresponsabilità» rivolta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni al governo maltese. Lo ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri Tonio Borg in un’intervista alla televisione araba Al Jazira. «Malta – ha osservato Borg – ha sempre rispettato i suoi obblighi internazionali. Non è giusto che dopo molti anni la procedura di accettazione degli immigrati soccorsi in mare viene rivista all’improvviso e si mette in ballo un altro stato (Malta, appunto, ndr) che è tre volte più lontano da Lampedusa» rispetto al luogo dove sono stati soccorsi gli immigrati.
Concetti ribaditi poi dal premier, Lawrence Gonzi, di fronte al Parlamento maltese: «Abbiamo agito con etica, morale e nel rispetto delle regole» ha detto Gonzi. Quanto alla telefonata con Silvio Berlusconi, il premier ha spiegato: «Abbiamo discusso della situazione ed abbiamo anche detto che questo incidente non deve incidere negativamente sulle relazioni eccellenti tra i due Paesi».
Ma il governo italiano ha ribadito che Malta ha violato le regole dell’Ue quando si è rifiutata di soccorrere i migranti. «Non c’è stato nessuno scaricabarile – ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri, Franco Frattini -. Ci sono state regole europee che non sono state rispettate e le finalità umanitarie hanno prevalso, come era giusto che prevalessero». Frattini ha poi aggiunto che vicende come «la questione della sorveglianza del Mediterraneo» sono da affrontare sul piano europeo. E ancora: «Siamo orgogliosi che l’Italia abbia ancora una volta salvato persone in difficoltà. L’Italia è stato il primo ed il solo Paese a fornire pasti caldi, acqua e team medici. L’assistenza umanitaria è stata garantita ma dovevano essere garantite anche le regole. Quando abbiamo visto che queste non sarebbero state garantite abbiamo fatto prevalere l’assistenza umanitaria. Tutto qua».
Il ruolo dell’Europa. Ad invitare l’Europa a «esprimere maggiore solidarietà» verso i Paesi più esposti ai flussi migratori è stato il commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot, che ha ringraziato l’Italia per l’accoglienza data agli immigrati. Il commissario ha auspicato che dai 27 venga il sostegno unanime alla politica di cooperazione con Paesi di transito come Egitto, Libia e Tunisia. Inoltre, «gli Stati membri non esposti ai flussi – ha spiegato Barrot – potrebbero assumersi parte del fardello, almeno degli immigrati che sono stati già dichiarati rifugiati».
Al momento l’intervento di Bruxelles è solo «di mediazione tra Malta e Italia», mentre sono esclusi interventi legislativi per fare ordine nel traffico Mediterraneo. «Non c’è allo studio nessuna direttiva specifica», ha specificato ieri un portavoce del commissario. Bruxelles prende atto, senza puntare il dito contro nessuno, che «il diritto marittimo internazionale non è semplice da interpretare», ha detto Barrot. Per il commissario non è quindi facile accertare le responsabilità nella vicenda Pinar: «Il diritto stabilisce che bisogna portare le persone a rischio di naufragio nel porto più vicino, ma dove le condizioni di accoglienza sono accettabili». Ma su questo, ha aggiunto, «evidentemente Malta e l’Italia avevano entrambe le loro obiezioni». Oggi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, invierà il dossier Pinar alla Commissione che lo esaminerà assieme a quello delle autorità maltesi.

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