Oggi decreto al Senato Due ordini del giorno leghisti su ronde e Cie

Il manifesto 21/04/09

PACCHETTO SICUREZZA

ROMA
La Lega torna alla carica su tempi de detenzione dei clandestini nei Cie (i Centri di identificazione ed espulsione) e ronde. Per ora si tratta di due ordini del giorno con i quali il Carroccio punta a impegnare il governo all’approvazione, al più presto, delle due norme-simbolo sulla quale ha impostato gran parte della sua politica sulla sicurezza. i due ordine del giorno verranno presentati questa mattina quando nell’aula del senato arriverà il decreto legge sulla sicurezza approvato ieri senza alcuna modifica e in fretta e furia dalla commissione Giustizia. Bocciati tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, governo e maggioranza puntano a far approvare il testo il più velocemente possibile, visto che la sua scadenza è prevista il 25 aprile prossimo. Rispetto a quello approvato a suo tempo dalla Camera, si tratta però di un decreto notevolmente depotenziato, visto che rima l’ostruzionismo messo in atto dall’opposizione e poi un voto segreto del quale hanno approfittato una quindicina di deputati Pdl, ha costretto il governo a rinunciare sia alle ronde tanto care al ministro degli Interni Maroni, che all’ipotesi di prolungare fino a sei mesi (dagli attuali due) i tempi di detenzione dei clandestini nei Cie.
Due bocciature che non hanno però convinto la Lega a desistere dai suoi obiettivi. Anzi. Con i due ordini del giorno che presenterà oggi, il Carroccio punta decisamente ad alzare la posta. Il primo chiede infatti al governo di impegnarsi a recepire la direttiva dell’Unione europea che fissa in sei mesi il periodo in cui un immigrato può essere trattenuto in un Cie, periodo che però può essere ampliato di altri 12 mesi nel caso i tempi lunghi necessari per l’identificazione, o il ritardo con cui i paesi d’origine forniscono la documentazione necessaria, dovesse richiederlo. Sempre la direttiva, inoltre, stabilisce che in caso di sovraffollamento dei Cie i clandestini possano essere trasferiti in un carcere normale e isolati, se possibile, dagli altri detenuti. «La direttiva contiene norme più severe di quelle previste inizialmente dal decreto – spiega il capogruppo della Lega in commissione Giustizia, Sandro Mazzatorta – Avevamo tentato di tener conto delle ragioni dell’opposizione, ma visto come sono andate le cose allora torniamo alla formulazioni originaria». Una scelta che ha il sapore di una vendetta. «Nessuna vendetta – nega Mazzatorta – E’ solo la reazione a un comportamento che non comprendiamo». Stessa cosa per quanto riguarda le ronde. Un secondo ordine del giorno impegna il governo a fare di tutto perché la norma che le istituisce venga approvata. Un’esplicita richiesta di ricorrere, se necessario, al voto di fiducia. Perché si sa che i «volontari della sicurezza» non piacciono neanche a Berlusconi.

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