Malta all´Italia: noi in regola, basta insulti

Republica 21-04-09

Lo sbarco dei sopravvissuti della Pinar. Maroni: ora però decida la Ue

Porto EMPEDOCLE – I loro occhi guardano la terraferma senza nessuna emozione. Quando, alle prime luci dell´alba, la motovedetta della Guardia di finanza ormeggia a Porto Empedocle, i primi trenta extracomunitari del gruppo dei 144 protagonista del braccio di ferro tra Italia e Malta, non hanno neanche la forza di stare in piedi. Eccoli i sopravvissuti del Pinar: il capo coperto da un asciugamani a coprire le ustioni della pelle, una coperta addosso, le tute bianche del soccorso, vengono sorretti a braccia per scendere dalla passerella e sfilare tra due ali di poliziotti che li scortano per una rapida sosta presso la tensostruttura della Protezione civile regionale per i primi soccorsi a questa gente prima soccorsa dall´equipaggio del mercantile turco e poi rimasta in mezzo al mare per quattro giorni sui ponti dell´imbarcazione, all´addiaccio, in condizioni igieniche e sanitarie disperate in attesa che i governi di Italia e Malta decidessero a chi toccava accoglierli.
Situazione sbloccata domenica sera con il sì dell´Italia ma solo per «ragioni umanitarie», come ancora ieri hanno sottolineato i ministri dell´Interno e degli Esteri Maroni e Frattini. «Pretendiamo che la commissione europea intervenga per far rispettare le regole a tutti e non intendiamo più occuparci di questi problemi nelle acque di competenza di altri, in particolare di Malta, che prende un contributo per fare questi interventi, così come tutti gli altri Paesi», dice Maroni. E la questione già oggi sarà all´ordine del giorno della riunione settimanale della Commissione europea alla quale riferirà il commissario Jacques Barrot che ha ringraziato l´Italia per l´accoglienza data agli immigrati. «Il problema – ha detto Barrot – resta ancora irrisolto, si è arrivati ad una soluzione per la Pinar, ma altri drammi rischiano di avvenire in futuro». Il governo maltese prova a minimizzare. «Si è trattato solo di un disguido tra amici», ha detto il ministro degli Esteri Tonio Borg, che considera però un «insulto» le accuse di irresponsabilità rivolte da Maroni al governo de La Valletta.
I 144 migranti, molti dei quali aventi diritto ad asilo politico secondo il questore di Agrigento Di Fazio, sono adesso tutti nel centro di permanenza di Pian del Lago a Caltanissetta. Tra loro anche il fratello 21enne della giovane incinta morta durante le drammatiche fasi del salvataggio da parte dell´equipaggio del Pinar. Il suo corpo, tragico simbolo di questo dramma, rimasto per tre giorni in putrefazione nella scialuppa di salvataggio del cargo turco, è stato pietosamente ricomposto nel poliambulatorio di Lampedusa in attesa dell´autopsia disposta dalla Procura di Agrigento che ha aperto un´inchiesta.
Polemico il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la decisione delle autorità agrigentine di trasferire immediatamente a Caltanissetta i migranti. «Chiedo che agli sventurati che riescono a raggiungere le coste siciliane sia garantito un trattamento che rispetti i parametri minimi di umanità e di civiltà». Replica il questore: «Li abbiamo portati via con l´ok dei medici che li avevano visitati a bordo».

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