Il vicepresidente della Figc: “Servono gesti forti La prossima volta i calciatori si fermino”
Il vicepresidente della Figc: “Servono gesti forti”
“La prossima volta i calciatori si fermino”
I capitani potrebbero andare dall´arbitro e chiedere lo stop, anche per 5´: avrebbe un impatto enorme
21/4 – La Repubblica, di Enrico Currò
Albertini, da vicepresidente della Figc e da consigliere dell´Aic pensa che i calciatori possano fare qualcosa sul caso Balotelli?
«Sì. Possono e devono lanciare un messaggio: i loro gesti spontanei hanno grande forza. Se si ripetessero cori come quelli di Torino, i due capitani potrebbero chiedere all´arbitro di fermare il gioco, anche per 5´. Avrebbe un significato e un impatto enormi».
Anche su chi urla “non ci sono negri italiani”?
«È stato uno scempio, bisogna intervenire prima che ci si faccia l´abitudine. Sono convinto che l´Italia non sia affatto un paese razzista e che razzisti non siano i tifosi della Juve».
Però più di metà stadio insultava Balotelli.
«Sissoko e Trézéguet giocano nella Juve e lo stadio tifa per loro, come faceva con Thuram. Nell´episodio di sabato io vedo piuttosto l´attacco becero a un giocatore avversario, con modi inaccettabili, secondo il malcostume imperante. Non è razzismo, è capitato anche a Eto´o, quando giocavo con lui nel Barcellona. Ciò non significa che non sia grave».
Per cultura sportiva, l´Italia è più indietro di Francia, Inghilterra, Spagna e Germania.
«Purtroppo sì: come tifosi, come stampa, come calciatori. Balotelli litiga un po´ troppo spesso con gli avversari e mi dispiace per un giovane così talentuoso. Ma questo non giustifica la superficialità di chi insulta nascondendosi nel gruppo».
Soluzioni perché non ci si scandalizzi oggi per dimenticare domani?
«Stadi come teatri, per andare alla partita come a uno spettacolo. Allenamenti aperti ai tifosi, per imparare a vivere la partita come una passione e non come una guerra. E gesti di denuncia, senza paura».

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