I 145 immigrati scendono a Porto Empedocle
Il manifesto 21/04/09
LA NAVE CONTESA
ROMA
Sono sbarcati a Porto Empedocle, dopo un lungo braccio di ferro diplomatico tra l’Italia e Malta, i 145 migranti soccorsi dalla nave mercantile «Pinar» e bloccati tre giorni in acque extra-territoriali, 25 miglia a sud di Lampedusa. Gli immigrati sono stati tutti destinati al centro di accoglienza di Pian del Lago, a Caltanissetta. I soccorsi sono scattati domenica sera, ha spiegato il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, «appena chiarita la situazione politica». I primi venti migranti, le cui condizioni di salute destavano maggiore preoccupazione, sono stati portati a Lampedusa a bordo di una motovedetta della Capitaneria. Sono stati rifocillati e imbarcati sulla nave di linea per Porto Empedocle dove sono arrivati ieri sera e da dove sono stati trasferiti a Caltanissetta. Tra loro anche le due donne incinte. Tutti gli altri sono sbarcati a Porto Empedocle. Tra loro ci sono 37 donne. Il questore Di Fazio ha riferito che il cadavere della 18enne nigeriana – incinta – morta probabilmente durante le operazioni di trasbordo sul mercantile, resta a Lampedusa a disposizione della magistratura. Per questo caso la procura di Agrigento ha aperto una indagine contro ignoti per omicidio colposo ed ha interrogato alcuni migranti, fra cui il fratello della donna. Secondo le testimonianze dei profughi, infatti, la ragazza sarebbe morta annegata mentre tentava di salire a bordo della Pinar con una fune. Secondo il questore la stragrande maggioranze dei migranti soccorsi dal «Pinar» potrebbe essere titolato a chiedere asilo politico.
Dopo giorni in cui il Viminale e le autorità di Malta si sono rimpallati la sorte dei 145 immigrati a bordo della «Pinar», ieri il governo italiano ha scelto di fare la parte di chi antepone gli aspetti umanitari a quelli politici. Il valore «dell’accoglienza e del soccorso umanitario» dimostrato dall’Italia in questa vicenda è stato infatti sottolineato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. L’Italia, ha aggiunto il Guardasigilli, «si è fatta carico dei propri doveri umanitari non rinunciando a reclamare da parte dell’Unione europea una presa di posizione chiara perché non abbia a ripetersi più che il nostro Paese si faccia carico oltre che dei propri doveri umanitari anche di altre responsabilità che non gli competono». Ieri l’ambasciatore italiano a Malta Paolo Trabalza ha incontrato il ministro degli Esteri maltese Tonio Borg che prima ha definito lo scontro diplomatico con l’Italia un «disguido tra amici». Poi ha bollato come «un insulto» le accuse rivolte dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Malta – ha sottolineato il titolare del Viminale – prende contributi come tutti i Paesi per fare interventi che dobbiamo fare noi: da questo momento intendiamo, con rigore e senza eccezioni, applicare le regole».

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI