Razzismo, il vertice delle divisioni l´Ue si spacca, l´Italia con gli Usa
Repubblica 20-04-09
Partecipano Parigi, Londra e Vaticano. Oggi parla Ahmadinejad
Inutili le trattative per evitare che l´assise si trasformi in un atto d´accusa solo contro Israele
GINEVRA – Non ci saranno gli Stati Uniti di Barack Obama. Non ci saranno l´Italia, il Canada, l´Olanda, l´Australia. E adesso che anche la Germania ha deciso di boicottare la conferenza Onu di Ginevra, è probabile che buona parte dell´Unione europea rinuncerà al summit. Ci sarà invece il Vaticano, ci saranno tutti i paesi arabi e quelli islamici che volevano Israele sul banco degli imputati. Con loro in prima fila il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Arriveranno alcuni paesi europei che non se la sono sentita di disertare una conferenza Onu, per esempio la Gran Bretagna di Gordon Brown (con una scelta quasi da doppiogioco: Londra sarà rappresentata solo dall´ambasciatore a Ginevra). Ci saranno tutte le agenzie Onu e le Ong interessate al tema dei diritti umani, dell´uguaglianza fra i popoli.
L´appuntamento di questa mattina è la cosiddetta “Durban 2″, la conferenza che dà seguito alla “Durban 1″ che nel 2001 si trasformò in un virulento carnevale anti-israeliano e anti-americano. Il titolo del summit sarebbe «Uniti contro il razzismo», ma di unità ce n´è ben poca, soprattutto perché non c´è accordo su cosa sia il razzismo, e soprattutto su chi sia razzista.
Da mesi gli stati dell´Organizzazione della Conferenza islamica hanno lavorato a un testo di “Dichiarazione Finale” che di fatto ripeteva Durban 1, ovvero individuare Israele come unico stato al mondo protagonista di politiche razziste e di violazioni dei diritti umani. Da mesi gli Usa, la Ue e molti altri paesi avevano iniziato un duro negoziato per provare a modificare quel testo. Qualche settimana fa gli Usa hanno gettato la spugna annunciando il boicottaggio, seguiti dal Canada e dall´Italia. Il negoziato è continuato, molti riferimenti anti-israeliani sono stati cancellati; venerdì è stata rifiutata anche la proposta dell´Iran di non considerare l´Olocausto come un fenomeno unico nella storia. Su un punto però gli anti-israeliani hanno fatto muro: nel progetto di “Dichiarazione Finale” è stato lasciato un esplicito richiamo alle conclusioni di Durban 1, in cui Israele veniva attaccato frontalmente. In questo modo quindi anche la conferenza di Ginevra si prepara a criticare Israele.
Ecco perché ieri Barack Obama in persona ha confermato boicottaggio Usa, facendolo con un ragionamento politico consequenziale: «Io sono un presidente degli Usa che crede nel multilateralismo e nelle Nazioni Unite, ma non posso accettare un linguaggio controproducente come quello proposto. Ho detto al segretario Ban Ki Moon che siamo felici di aiutare l´Onu, ma questa non è l´opportunità giusta».
Il Vaticano invece ha scelto di privilegiare il rapporto con gli altri paesi membri dell´Onu: sarà a Ginevra e l´ha fatto annunciare dal Papa in persona. Benedetto XVI all´Angelus ha invitato «tutte le delegazioni a lavorare insieme in uno spirito di dialogo e di reciproca accettazione per metter fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza».
Ahmadinejad , che in Svizzera è arrivato ieri sera, oggi parlerà al Palais Des Nations: unico capo di Stato presente, ha anticipato il tono prevedibile del suo discorso con una dichiarazione poco equivoca. «Israele è il portabandiera del razzismo, i sionisti saccheggiano la ricchezza delle nazioni, controllano i centri di potere del mondo e hanno creato le condizioni perché non si parli di questo fenomeno». Ahmadinejad è un uomo politico abile ed esperto, nonostante i toni radicali della sua politica; vedremo se oggi adopererà le stesse parole usate ieri alla partenza da Teheran, ma sicuramente il summit di Ginevra questa mattina inizierà sotto il suo segno.

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