Nei forzieri delle mafie un tesoro per la Cultura
Arci Genova aderisce alla proposta lanciata dallo scrittore Carlo Lucarelli con Libera e ”Politicamente scorretto”: ”I soldi per la cultura ci sono. Stanno nel forziere dei pirati: usiamoli e restituiamoli ai cittadini” - Già 500 firme alla petizione sul web.
BOLOGNA - ”I soldi per la cultura ci sono. Stanno nel forziere dei pirati: usiamoli e restituiamoli ai cittadini”. L’appello sul web ha già raggiunto in pochi giorni le 500 firme. È la campagna lanciata dalla manifestazione ”Politicamente scorretto” insieme allo scrittore Carlo Lucarelli e all’associazione Libera fondata da don Luigi Ciotti. ”Proponiamo - spiega Paola Parenti, presidente di ‘Casalecchio per le culture’ che promuove l’iniziativa - di restituire alle città i beni confiscati dallo Stato alle mafie, destinandone una parte ad iniziative per la cultura. È un modo per rafforzare l’unica arma degna di una società civile che abbiamo”.
Hanno già aderito scrittori come Vincenzo Cerami e Giancarlo De Cataldo, giornalisti come Enrico Deaglio, tra gli artisti Ottavia Piccolo e Sergio Staino. “In tempi di crisi - si legge nell’appello - sentiamo dire spesso che i soldi non ci sono, che bisogna tagliare e cancellare, spostare i finanziamenti sulle esigenze primarie, e che la cultura non è tra queste. Ma la cultura non è un’esigenza secondaria. E inoltre non è vero che i soldi non ci sono. Ce ne sono tanti, ma stanno nascosti, come il tesoro dei pirati, in un forziere su un’isola deserta. Sono i miliardi che le mafie hanno rubato al nostro paese e alle nostre vite, approfittando anche della mancanza di quella cultura - alla legalità, all’etica, alla bellezza - che non riusciamo efficacemente a sviluppare. Sono beni immobili, risorse, denaro che potrebbero diventare centri di produzione, sedi, finanziamenti per dare respiro alle iniziative culturali”.
”Ogni tanto questo già succede - conclude l’appello - ma dovrebbe succedere di più”. Secondo quanto previsto dalla Legge 109/96, i beni immobili confiscati a proprietari condannati per mafia possono essere già usati per finalità sociali: case e terreni vengono assegnati dai Comuni ad associazioni di volontariato, comunità, cooperative sociali e diventano centri di recupero, scuole, aziende agricole. Ora l’appello di Lucarelli e “Politicamente scorretto” chiede di trasformare i beni requisiti anche in risorse a sostegno delle associazioni che operano per la cultura. Per aderire, si può sottoscrivere on line sul sito www.politicamentescorretto.org.

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