Un secolo e mezzo tra guerre e rivolte sempre in cerca dell’indipendenza

Il manifesto 17/04/09

CRONOLOGIA DI UN CONFLITTO

1860 – Il territorio ceceno è definitivamente inglobato nell’impero russo dopo quasi trent’anni di guerriglia.
1944 – Dopo una rivolta in concomitanza con l’avvicinarsi delle truppe naziste, l’intera popolazione cecena è deportata in Kazakhstan e in Siberia.
1956 – Con la destalinizzazione dell’Urss, ai ceceni viene concesso di tornare in patria.
1991 – Con il crollo dell’Urss, il leader ceceno Djokhar Dudayev proclama l’indipendenza. Il Cremlino lo ignora.
1992-1993 – La Cecenia si stacca progressivamente da Mosca.
1994 – Boris Eltsin decide di metter fine al «problema ceceno» mandando le truppe. Le forze russe subiscono una serie di tremende sconfitte.
1995 – La guerra diventa totale, con bombardamenti a tappeto delle città cecene e azioni terroristiche nelle città russe. Vittime civili a decine di migliaia.
1996 – Eltsin firma un armistizio che pone fine alle ostilità e sancisce di fatto una semi-indipendenza della Cecenia. Nelle elezioni successive, viene eletto presidente ceceno Aslan Maskhadov.
1996-1999 – La Cecenia si autogoverna completamente, indirizzandosi verso un regime islamico.
1999 – Alcuni comandanti ceceni cercano di conquistare villaggi nel vicino Dagestan. Attentati a Mosca. Putin lancia un’operazione militare in grande stile.
2000 – La seconda guerra cecena vede la rapida occupazione del territorio da parte russa, con una resistenza armata che continua per anni.

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