“Nelle grandi città escalation di violenza”
Repubblica 17-04-09
L´intervista
Allarme motivato
Il sociologo bolognese Marzio Barbagli: più rapine e meno delitti, il 10 per cento per futili motivi
ROMA – «L´Italia può vantare un record tutto suo: quello delle rapine». E le grandi città? «Sono senz´altro più insicure della provincia, se guardiamo ad alcuni reati, come omicidi e rapine». Marzio Barbagli legge le ultime notizie di cronaca che arrivano da Milano, Roma e Napoli. «L´allarme della gente è costante – ammette il sociologo bolognese, leggendo le statistiche fornite dal Viminale – ed è motivato dall´inarrestabile tasso di crescita di alcuni reati».
Quali, per la precisione?
«Soprattutto le rapine. Il loro aumento è costante da quasi mezzo secolo. Nel 2007 siamo arrivati a 52 mila rapine denunciate. Ma queste rappresentano solo il 55 per cento delle rapine effettive, che sfiorano infatti quota centomila».
Dove avvengono?
«Per lo più nelle grandi città e, oltre la metà, nella pubblica via. Ma l´Italia è specializzata anche nelle rapine in banca, con il suo record europeo delle 2.800 denunciate nel 2007. Questo trend crescente delle rapine è il vero allarme per la sicurezza dei cittadini. E può anche accadere, come negli ultimi casi di cronaca, che le rapine sfocino in omicidio».
Chi sono i maggiori responsabili di queste violenze?
«Il contributo degli immigrati è indubbio, ma non va sopravvalutato. Se nelle rapine nella pubblica via ben il 45 per cento dei denunciati è straniero, nelle rapine contro gli uffici postali e le banche solo il 5 per cento è immigrato. Dunque nei reati maggiormente redditizi, gli italiani continuano a farla da padroni».
A fare notizia in questi giorni, però, sono soprattutto gli omicidi. Anche per futili motivi. Il loro numero è in crescita?
«In base agli ultimi dati disponibili, no. Anzi, dopo il boom del 1991 con circa 1.900 omicidi, questo reato è andato via via diminuendo. Oggi sono meno di un terzo, circa 640 all´anno. E avvengono per lo più nel Sud Italia. Quelli per futili motivi, per fortuna, non superano il 10 per cento del totale».
Nell´omicidio dei coniugi Ambrosio, i responsabili sarebbero tre romeni.
«In effetti, in testa alla classifica degli omicidi commessi dagli stranieri negli ultimissimi anni ci sono i romeni. Che sono però anche la comunità straniera più numerosa: certo non si può considerala specializzata in questi crimini. Se poi guardiamo agli ultimi quindici anni, in testa per gli omicidi commessi ci sono gli albanesi».

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