Pdl: «Un’indagine su scuole e ospedali» dopo il terremoto in Abruzzo

Secolo XIX 15/04/09
VERIFICARE la tenuta sismica di scuole e ospedali, capire se sono stati costruiti rispettando le norme antisimiche. Insomma conoscere prima che sia troppo tardi, prima che come in Abruzzo accada l’irreparabile. Lo chiede il Pdl con un’interrogazione urgente depositata nelle ultime ore dai consiglieri Gabriele Saldo e Gino Garibaldi.
Alla giunta regionale i due esponenti del centrodestra oltre all’indagine chiedono risorse per finanziare lo studio che, a tappeto, deve riguardare centinaia di stabili. « Da uno studio sui territori liguri – sottolinea Saldo – risulta che alcune zone sono ad elevato rischio sismico. Anche Ospedali e altre strutture pubbliche devono essere certificate per garantire la sicurezza dei nostri concittadini. Per queste aree è necessario intervenire con finanziamenti straordinari ed una maggior concentrazione di risorse».
Alla fine dello scorso anno la Regione Liguria ha preso atto, con una delibera proposta dal Dipartimento della protezione civile, della classificazione delle aree sismiche effettuate dal Dipartimento per lo studio del territorio e delle sue risorse (Dip.Te.Ris) dell’Università di Genova. Dalla riclassificazione emerge un nuovo scenario sismico, con la Liguria suddivisa in 2 classi di pericolisità e relative sottozone (3S,3A, 3B e 4) tutte però rimandano ad una pericolosità bassa o addirittura molto bassa.
Secondo lo studio fatto proprio dalla Regione Liguria, Genova e Provincia sono ricomprese nella fascia di rischio che va dal 4 (molto basso) di Arenzano e Cogoleto (e rispettive vallate) al 3B (bassa sismicità) di Genova città e al 3A (sempre un rischio sismico basso) del Tigullio. Per il Dip.Te.Ris due sono le zone maggiormente sismiche (se così possono essere definite) della Liguria, contrassegnate con l’indicazione 3S: l’estremo ponente ligure e la Val di Vara, in tutto 70 comuni dove il rischio è semplicemente basso.

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