«È una guerra tra poveri. Tagliate le spese militari»
Il manifesto 15/04/09
5 PER MILLE Le no-profit contro la proposta di Tremonti di destinare i fondi ai terremotati
Stefano Milani
«Una guerra tra poveri». Un’idea comune quella del mondo no-profit, sull’ipotesi lanciata da Tremonti di destinare il 5 per mille alle vittime del terremoto in Abruzzo. Per la campagna Sbilanciamoci! si tratta di una misura «demagogica e populistica» e che si rivelerebbe dannosa per tante associazioni già impegnate in attività di assistenza ai più deboli. Molte delle organizzazioni destinatarie del fondo, sottolineano, sono impegnate proprio in Abruzzo in questo momento. Sbilanciamoci propone, invece, di lasciare il 5 per mille alla solidarietà e di finanziare la ricostruzione dell’Abruzzo colpendo le spese «inutili e sbagliate» come quelle militari, le rendite finanziarie o le grandi opere. Particolarmente allarmate le associazioni che si occupano di sostegno a distanza, spesso di piccole dimensioni, e per le quali quei soldi rappresentano un supporto indispensabile, quasi vitale, come la onlus La Gabbianella che chiede al ministro dell’economia di ritirare «immediatamente» la sua proposta. Preoccupato anche Andrea Olivero, presidente del Forum del terzo Settore: «Sono due anni che le organizzazioni attendono i soldi del 5 per mille della dichiarazione dei redditi del 2007: di questo passo qualsiasi aiuto attraverso il 5 per mille arriverebbe solo nel 2011». L’Arci giudica la proposta «inutile e dannosa» perché, dice il presidente Paolo Beni, «si priverebbero associazioni e organismi di volontariato di importanti risorse per svolgere la loro attività di assistenza e promozione sociale verso i più disagiati, attività utili in generale e indispensabili all’indomani di una catastrofe come questa, quando, finita la prima emergenza, sarà necessario aiutare la popolazione a superare il trauma patito e a riprendere una vita che gradualmente torni alla normalità». Di «trappola» parla Giampaolo Concari di Peacereporter, per il quale quella del governo è «una manovra demagogica, con pochi effetti pratici e che sottrae risorse anziché fornirne di nuove». Taglia corto Emergency: «È solo propaganda». E che non convince nemmeno il mondo politico. Contrari Pd, Idv, Udc e, ovviamente, la sinistra. Per Paolo Ferrero destinare il 5 per mille agli sfollati abruzzesi sarebbe «controproducente» e «darebbe un colpo mortale» alle tante piccole associazioni di volontariato. Meglio, secondo il segretario del Prc, «attingere a molti fondi, a partire da quelli delle spese militari». O, aggiunge in una nota Sinistra e libertà, «a quelli destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina o all’inutile rito del G8 alla Maddalena».

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