Palazzo Marino mette i giovani in gabbia, ma i «Corsari» li liberano

Manifesto 10/04/09

MILANO Il Comune recinta l’aiuola del Mom, il locale dove al mercoledì si ritrovano centinaia di studenti, e i ragazzi abbattono la rete

Giorgio Salvetti
MILANO
Come siamo messi male. A Milano una collinetta tra due vialoni con a fianco un bar diventa uno dei pochi spazi agibili per ragazzi e studenti. Ogni mercoledì tra primavera e estate la montagnola di viale Montenero, vicino al locale Mom, si riempie. Che si fa di bello? Niente di che, si beve, si chiacchiera e al massimo si fuma una canna. La chiamano movida. In realtà, una noia: il tentativo di trovare una via di mezzo tra l’happy hour supercostoso e lo spazio libero. Niente a che vedere con un centro sociale o uno spazio libero, con la possibilità di inventarsi un modo diverso di vivere la città, magari di fare davvero qualcosa. Si tratta piuttosto di un passatempo, una riserva indiana per ragazzi vagamente alternativi, più o meno fighetti e non certo di periferia, mediamente scazzati, innocui e politicamente disimpegnati.
Del resto, che rimane da fare a Milano? La storica piazza Vetra è stata recintata, i centri sociali languono, i vigili sono diventati poliziotti, i controllori sui tram sono a caccia di stranieri, i fascisti aprono «Cuore nero» e entrano in un circolo gay con il cric in mano (e Milano rimane una delle città dove hanno meno spazi), i rom vengono sgomberati, i barboni vengono malmenati o addirittura ammazzati, come è successo a settembre in stazione Centrale, i circoli Arci vengono martellati dalla polizia annonaria… La soglia di intolleranza tende ogni giorno a salire come i fantomatici grattacieli di Expo 2015. Basta essere giovani con una birra in mano oltre un certo orario per essere trattati come disturbatori del decoro e del sonno dei cittadini onesti, consumatori, lavoratori e anziani. Milano è dei vecchi. E i vecchi, di destra e di sinistra, sono conservatori. Anche a vent’anni.
E così, mentre i sindacati devono fare un comunicato contro l’apertura dei negozi anche il primo maggio, le pagine locali del Corsera da giorni lanciano la campagna contro la «movida» dei giovani ubriaconi imbrattatori e molestatori. Il vicesindaco (ex) fascista De Corato gongola e chiude ogni spazio non a pagamento. Tutto. Anche l’aiuola del Mom. Mercoledì la montagnola è stata recintata dagli uomini di Palazzo Marino e i ragazzi della «movida» si sono ritrovati chiusi in gabbia. Un’operazione di arredo urbano. Design.
I ragazzi, però, hanno fatto spallucce e a migliaia si sono ritrovati nel solito posto del mercoledì. A sorpresa, a metà serata, si sono presentati anche alcuni «Corsari» che hanno buttato già la recinzione tra gli applausi della folla. «Accorrete gente a vedere lo zoo! – recitava il loro volantino – venite a vedere i ragazzi in gabbia che si divertono! Una specie in via di estinzione, ancora un po’ di polizia e di ordinanze e non li vedrete più! A te sta bene stare allo zoo? Se vedi una rete abbattila». I «Corsari» sono un gruppo di ventenni e trentenni formatosi a novembre con il salire dell’Onda nelle Università, sono quel che resta del movimento vagamente situazionista mediatico milanese: poca teoria, qualche azione simbolica, tanta buona volontà. Un po’ meno polverosi e trinariciuti di altri sono accusati di essere un po’ troppo patinati, ma sono tra i pochi che ancora «agitano» il movimento milanese. «Abbiamo voluto salvare uno spazio aggregativo, non importa se non si tratta di un autentico spazio sociale – spiegano – lì si ritrovano tanti ragazzi molto diversi da noi, se volete potete dire che è un’azione un po’ paracula, ma bisogna anche cominciare a muoversi al di fuori della nostra cerchia». Anche perché la cerchia è sempre più ristretta. E se l’«azione» del movimento milanese è costretta a «liberare» l’aiuola del Mom, siamo messi male.

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