Blitz contro uffici comunali firmato “No gronda”
Secolo XIX 10/04/09
centro storico
Pietre e cherosene a Mascherona. Il sindaco: «I comitati non c’entrano»
ORE 10.30, un sasso infrange la vetrata della porta di ingresso dell’ufficio comunale di Città partecipata e del centro antiviolenza di via di Mascherona, nei vicoli. Prima di allontanarsi, due ombre viste fuggire da diversi testimoni, versano kerosene sull’ingresso e, sul muro dell’ufficio che si trova proprio alle spalle della Facoltà di architettura, compare una scritta nera: “No gronda.” Sono i contorni del blitz andato in scena ieri mattina nella sede del Comune, dove materialmente sono stati tracciati i disegni per le ipotesi della gronda. L’ufficio voluto dal sindaco, Marta Vincenzi, per rendere trasparente il dibattito sulle trasformazioni urbane della città. «Abbiamo sentito un boato e ci siamo precipitati fuori – racconta Vincenzo Albrizzi – alcuni passanti hanno visto due ragazzi che correvano via. Quello che ci ha spaventato di piùè il kerosene. Se avessero incendiato l’ingresso, chissà cosa sarebbe potuto succedere».
Negli uffici dove si trovavano undici persone (nove dell’ufficio città partecipata, due del centro antiviolenza), sono arrivati in forze vigili urbani e polizia. Pattuglie della municipale e delle volanti si sono mobilitate per tentare di rintracciare i due giovani nel dedalo di vicoli tra la facoltà di Architettura, stradone Sant’Agostino, via San Bernardo. Intanto, sul luogo dell’attentato, agenti della scientifica e della digos compivano il sopralluogo tecnico investigativo e raccoglievano le testimonianze del personale dell’ufficio. La scientifica, che ha fotografato ogni dettaglio della scena del crimine, ha anche sequestrato il sasso che ha frantumato la vetrata dell’ufficio e un campione del liquido infiammabile versato sulla porta.
Non ci sono molti dubbi che il gesto sia collegato alla discussione sulla gronda. Ne sembrano convinti gli stessi dipendenti comunali che, dopo l’attentato, hanno subito notato la comparsa della scritta “No gronda” sul muro esterno dell’ufficio, dal lato di salita Santa Maria in Passione, e anche gli inquirenti che indagano. Più difficile trovare “la mano” che ha lanciato il sasso contro gli uffici. Anche perché le modalità del gesto non sembrano appartenere ai comitati di cittadini contro la gronda. Immediata, in questo senso, la reazione dei comitati che condannano duramente il gesto prendendone le distanze. «Dico di più, non solo una modalità che non ci appartiene ma un atto contro di noi», dice Arcadio Nacini, portavoce dei comitati anti gronda del Ponente e della val Polcevera. Il gesto viene ovviamente stigmatizzato dal Comune.
Anche il sindaco, Marta Vincenzi, non ha dubbi: «È stata una brutta cosa ma escludo che la matrice sia nei comitati antigronda con cui finora abbiamo avuto confronto difficile ma democratico». E l’assessore alla Cultura Andrea Ranieri, responsabile della giunta per il debàt public, dall’estero dove si trova in vacanza chiosa: «Faccio molta fatica a collegare quest’atto assurdo al dibattito pubblico che si sta svolgendo in maniera democratica. Gli stessi comitati che si oppongono alla gronda apprezzano le modalità del dibattito pubblico». «Sdegno per il gesto e solidarietà ai lavoratori e ai cittadini coinvolti e rimasti illesi» sono stati espressi da Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Sinistra Europea, Antonio Bruno, capogruppo consiglio comunale della Sinistra europea Prc e dal segretario provinciale, Paolo Scarabelli, segretario provinciale PRC-SE. Ranieri, infine, ha garantino che saranno prese misure per la sicurezza dei lavoratori.

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