Pugno di ferro contro gli sciacalli “Anche l´esercito per fermarli”

Repubblica 9/04/09
Berlusconi: nuovo reato e pene severe. “La ricostruzione sarà lunga”
L´emergenza
Il premier a L´Aquila: “È peggio di quanto pensassi” Cento province per la ricostruzione

MEO PONTE
DAL NOSTRO INVIATO
L´AQUILA – È di fronte alla macerie della Casa dello Studente che Silvio Berlusconi ammette: «È molto peggio di quanto pensassi. Pensavo che i crolli avessero interessato soprattutto le vecchie case. Qui invece non c´è più una casa integra, è una città fantasma… «. Alla sua terza visita in Abruzzo il presidente del Consiglio per la prima volta sale nel centro storico dell´Aquila. Lo fa dopo aver annunciato, nell´ormai quotidiano incontro con i giornalisti, di aver deciso in accordo con il ministro della Giustizia Angelino Alfano, di introdurre nel codice penale un nuovo reato: lo sciacallaggio. Oggi infatti il governo varerà un decreto che prevede, oltre alla sospensione per i residenti nella regione del pagamento di tutte le tasse nonché delle rate dei mutui, alla norma «salva scuola», all´allargamento della cassa integrazione anche ai lavoratori autonomi anche l´istituzione del reato di sciacallaggio. «In questi giorni abbiamo sentito da parte della popolazione una forte preoccupazione per le operazioni di sciacallaggio nelle case abbandonate. Pertanto con il ministro Alfano abbiamo deciso di dare vita a questo reato. Non sappiano ancora come definirlo ma posso annunciare sin da ora che le pene saranno molto severe». E più tardi aggiunge: «Chiuderemo il centro storico della città. Ci penserà l´esercito».
Ignazio La Russa, ministro della Difesa, anche lui ieri all´Aquila, ha già promesso gli uomini necessari. In Abruzzo ci sono già 1500 soldati che si affiancano a 2000 vigili del fuoco, ad altri 2000 tra carabinieri e poliziotti e 3000 volontari. «Gente straordinaria che mi fa essere molto ottimista sul nostro popolo, coraggioso e di cuore – sottolinea Berlusconi – l´Italia ha risposto bene». Il bilancio ufficiale parla di 272 vittime, tra cui 16 bimbi. Nove di loro sono ancora senza un nome. I senza tetto sono invece più di 28mila. «Abbiamo fatto uno sforzo straordinario – spiega Berlusconi – sono state installate 2.960 tende per 17.772 persone». Poi sfodera delle grandi fotografie scattate su un´area di 600 chilometri da due elicotteri della Protezione Civile e aggiunge: «Attraverso questa rilevazione fotografica dall´alto è possibile individuare gli edifici su cui intervenire per la ricostruzione».
Ecco, la ricostruzione. È quella che sta davvero a cuore al presidente del Consiglio. Anche se ammette: «Sarà lunga». Il suo sogno? «Cento progetti per la ricostruzione da affidare alla Province italiane, mettendole in gara tra loro per cui chi non rispetta la velocità dei tempi richiesti sarà esposto al pubblico ludibrio. Ho già litigato con Bertolaso per questa mia idea di affidare ad ogni provincia italiana la ricostruzione dell´Abruzzo… «. Si sente in gran forma Berlusconi anche se ha dormito poco. «C´è la soddisfazione di essere riuscito a vincere un record di resistenza. Quarantaquattro ore filate senza andare a letto, all´età di… 35 anni» scherza. Ma reagisce con fastidio quando una giornalista tedesca gli chiede se non è stato eccessivo dire che l´esperienza in tendopoli poteva essere presa come qualche giorno in campeggio. «Qualche volta bisogna pur sorridere. Anche in queste tragedie, perché senza ottimismo non si superano le difficoltà» dice a denti stretti.
Poco dopo però quando lo accompagnano nel centro della città Berlusconi appare davvero colpito da tanta rovina. In piazza Duomo sussurra: «Sono stato qui qualche mese fa per le elezioni… «. In corso Vittorio Emanuele i vigili del fuoco interrompono per un momento gli scavi per fargli indossare il casco rosso del caposquadra. Lo avvicina una pensionata: «Silvio aiutaci, non ho più nulla». E lui: «Facciamo il possibile, l´Italia sta rispondendo. Cominci ad andare in un albergo… «. Ma la donna prosegue il suo sfogo: «Nemmeno i denti ho più, non vi dimenticate di noi». Il premier l´abbraccia: «Signora, siamo qui. Vedrà che non lasciamo indietro nessuno».

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