BIMBI IMMIGRATI, INFERNO ITALIANO

Il manifesto 8/04/09

INTERVENTO

Raffaele K Salinari
La «scoperta», da parte della polizia ferroviaria, di minori non accompagnati, quasi tutti di origine afgana, imprigionati in tombini-dormitorio nei pressi della stazione Ostiense di Roma, è stata proposta dalla maggioranza dei media come fatto di cronaca inedito, addirittura sottolineando lo «stupore» delle forze dell’ordine. La realtà, che seguiamo da decenni, ci dice invece che il traffico di minori in Italia si rivela ogni giorno crescente nei numeri, nella complessità delle sue reti criminali e nell’intreccio da paese «emerso» e «sommerso». Il deposito dei bambini afgani è solo la punta di un iceberg che si ramifica sotto la sottile patina dello stato di diritto, non solo erodendo da questo sottosuolo senza regole quel che ne rimane, ma soffocandolo nella stretta dell’indifferenza e della «eccezionalità».
La trama e l’ordito tra economia «legale» ed economia «criminale» forma oggi la tela sulla quale viviamo tutti, e questo underworld scoperchiato alla stazione Ostiense è un vero e proprio antro dal quale si potrebbe, volendo, entrare nell’inferno. Potremmo scendere nei vari gironi, partendo da quello del lavoro minorile nelle fabbriche clandestine «delocalizzate» nel sud d’Italia, passare per quello della prostituzione infantile, che vede il nostro paese come transito e permanenza per minori il cui sfruttamento porta alle casse dell’economa «illegale» più di tre miliardi di euro all’anno, e poi andare a dare un’occhiata allo sfruttamento dei bambini come microcriminali, giù giù sino al commercio di organi, del quale si è accorto addirittura il nostro ministro degli Interni.
Che fare? Prima di tutto prendere atto del problema. Il traffico di esseri umani ha raggiunto ampiezza e capillarità tali da imporre una seria riflessione al mondo politico sia sulle relazioni tra la cancellazione degli interventi in favore dei paesi impoveriti, sia sulle modalità di prevenzione e contrasto di questo fenomeno e, soprattutto, sul problema dell’accoglienza e dei diritti dei minori, verso i quali il nostro paese ha una legislazione terribilmente arretrata.
Denunciamo altresì l’inadeguatezza del nostro sistema di accoglienza che riserva al minore una protezione di fatto aleatoria e discrezionale, mentre dovrebbe essere garantita, visto che il nostro paese ha sottoscritto la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Nel 2008, infatti, sono state registrate 509 presenze di minori afghani, a conferma dell’incessante crescita del fenomeno nel nostro paese, duplicatasi in due anni. Ma se la risposta continuerà ad essere quella di miopi politiche repressive, sempre più bambini saranno vittime della sempre più «strutturale» economia criminale.
* Presidente di Terre des Hommes

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