I giovani internauti e il fronte del no

Secolo XIX 5/04/09

trenta ragazzi UNITI DALLA PROTESTA
PADRONEGGIANO le nuove tecnologie, comunicano con i social network,e, dice qualcuno degli “anziani”, «sono meglio di noi, perché sono più aperti e creativi». Anche i comitati “No Gronda” hanno una meglio gioventù. Sono una trentina di ragazzi tra i 20 e i 35 anni, che si riuniscono una volta a settimana e informalmente si chiama “Gruppo giovani”. «L’idea di fare qualcosa è nata tre mesi fa – racconta Monica, 26 anni, precaria nella scuola e studentessa di psicologia – Ai dibattiti pubblici c’erano solo persone anziane, allora per coinvolgere un po’ di ragazzi abbiamo messo su un gruppo Facebook». L’idea funziona e si propaga in maniera virale, in stile con lo strumento, tanto che oggi sono 900 i membri iscritti. L’esperimento viene replicato da altri, il risultato è una galassia di gruppuscoli che raggruppano altre centinaia di persone. C’è anche un profilo No Gronda, di cui sono diventati “amici” esponenti politici come l’europarlamentare Vittorio Agnoletto o Enrico Vesco, assessore regionale ai Trasporti.
Il punto forte dei giovani No Gronda è la comunicazione. «C’è una disparità informativa, passa poco il nostro punto di vista – spiega Manuela, sorella di Monica, anche lei attiva nei comitati – Chi promuove la Gronda hanno i mezzi per comparire su giornali e televisioni. Noi non possiamo permettercelo, allora ci arrangiamo con la fantasia».
Quella è ancora gratis o quasi. «Abbiamo appena attivato un sito internet, www.opzionezero.com, su cui abbiamo caricato video, foto e informazioni sul dibattito pubblico – continua Manuela – Nella homepage abbiamo scritto che i tracciati saranno 95. Un modo come un altro per coinvolgere chi non si muove mai se non è direttamente toccato da qualcosa. Vogliamo sensibilizzare con ironia. Qualcuno aveva pensato di fare un calendario: le sorprese non mancheranno». C’è anche una newsletter, a cui hanno aderito centinaia di persone.
«Certo – ammette Manuela – Facebook ha un limite nel momento in cui bisogna tradurre un messaggio di appoggio in un impegno reale». La battaglia per conquistare i cuori e le menti è ancora lunga, insomma, ma la guerriglia sui social network sembra non avere storia. Su Facebook esiste anche un gruppo pro Gronda, ma non arrivano a cinquanta.

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