Gronda, il rischio smog riporta i comitati in strada
Secolo XIX 5/04/09
IL DIBATTITO PUBBLICO a rivarolo
Tensione durante gli interventi di un chimico dell’Ist e di una psicologa
CRONACA di una contestazione annunciata. Con corteo improvvisato. Ieri mattina, il dibattito pubblico sulla Gronda è ritornato al teatro Albatros di Rivarolo. All’ordine del giorno uno dei temi più caldi: i rischi dell’opera sulla salute. Ma l’assemblea, a cui partecipano circa 400 persone, non è la solita contrapposizione tra relatori e abitanti. Questa volta sono proprio gli interventi dei tecnici dell’Ist a infiammare la platea. Relazioni incentrate sui danni provocati dalle polveri sottili e i traumi sofferti dai cittadini a rischio esproprio, non certo tenere nei confronti del progetto di Autostrade. Al termine della seduta, un centinaio di manifestanti si riversa in strada e sfila fino ad arrivare sotto al ponte Morandi.
Il personaggio della giornata è senza dubbio la psicologa Daniela Mannucci, consulente a titolo gratuito dell’Ist. Il suo intervento arriva al cuore della platea, ma riesce a far perdere le staffe al flemmatico Luigi Bobbio, presidente della commissione. «Anche la sola idea che la propria casa e il proprio quartiere stiano per essere distrutti genera stress e traumi», dice Mannucci. Ma il passaggio chiave è un altro: «Gli effetti sono ancora più forti quando questa devastazione è causata deliberatamente – continua la psicologa – La gente non può accettare che siano proprio i loro rappresentanti a causare tutto questo».
A questo punto Bobbio si alza e strappa il microfono dalle mani della donna. «È inaccettabile quello che dice sui politici, lei è qui in quanto esperta», accusa il professore. Ma in sala si scatena il pandemonio. Tra le proteste e le urla, una decina di persone circonda Bobbio, che successivamente si scuserà. I vigili e i rappresentanti dei comitati riportano la calma. Mannucci alza le spalle: «Il mio non era un intervento politico. So che cosa significa lo sradicamento, da piccola sono stata adottata- spiega – Ho solo descritto la sofferenza che vedo e sento tutti i giorni».
Ma a preoccupare di più il popolo “No Gronda”è l’intervento di Federico Valerio, chimico ambientale dell’Ist: «La scienza ha dimostrato che l’esposizione a polveri sottili aumenta la mortalità – dice Valerio – L’aspettativa di vita degli abitanti di Cornigliano, dopo la chiusura progressiva degli impianti inquinanti, è aumentata di due anni nell’ultimo decennio». Le conclusioni di questa esposizione, non sono difficili da trarre. «Non voglio entrare nel merito del progetto, non è il mio ruolo, ma le soluzioni migliori per la salute devono prevedere la riduzione delle emissioni. Siamo già oltre i limiti consentiti dall’Ue. Se la Gronda prevede un aumento del traffico complessivo, allora gli effetti sulla salute saranno dannosi. Le polveri ultrasottili agiscono sulle persone a chilometri di distanza».
Gli ultimi interventi, dei rappresentanti di industriali e commercianti, vengono disertati e la contestazione invade le strade. «Spero che dopo questi dati, la smetteranno di dire che siamo ideologici – dice Dario Patrone, del comitato di Voltri. «Vorrei chiedere al sindaco perché il Comune, dopo averci venduto le aree della ex Sanac come un complesso residenziale dove ci saremmo svegliati nella natura, solo pochi anni dopo minaccia di farci passare un’autostrada a pochi metri di distanza – dice Francesco De Domenico, del comitato di San Biagio – Se passerà il tracciato uno passeremo alle vie legali». Soffia aria di tempesta sul prossimo appuntamento, quello dedicato alle case che si terrà il 18 aprile in una sede che non è stata ancora stabilita. Il tempo a disposizione del dibattito è quasi finito, ma la protesta continua.

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI