Bici pubblica, si parte:da oggi è sfida vera
Secolo XIX 06/04/2009
mobilità& politica
Via al servizio per tutti. Ieri il testa a testa benefico tra Pd e Pdl: successo di Caporale del Municipio Medio Ponente
Per accedere a Mo-bike serve
una tessera, disponibile nelle biglietterie Amt, presso il centro Mobì di piazza Matteotti e agli sportelli di Genova parcheggi. Costa 35 euro: 30 sono
di abbonamento e 5 di “traffico”
LA SCOMMESSA – che pare impossibile – di pedalare nella città meno ciclabile d’Italia è stata ufficialmente lanciata. Con una gara tra politici di centrodestra e di centrosinistra – con tanto di visita inaspettata di Sergio Cofferati – il Comune ha ufficialmente inaugurato il bike-sharing, un servizio del quale si parla da un paio di anni, un’idea lanciata dall’amministrazione Pericu e portata a realizzazione dalla giunta Vincenzi. “Pedalata assistita” significa che una batteria aiuta le gambe nelle salite e nei piani, e infatti con questa bicicletta unica in Europa – nei sistemi a noleggio pubblici – e studiata apposta per i saliscendi nostrani, di fatica non se ne fa. Festa e competizione, ieri, nel percorso inaugurale tra De Ferrari, via Garibaldi, Caricamento, via San Lorenzo e via XX Settembre. A “trionfare”, alla fine, è l’outsider Claudio Caporale, esponente Pd del Municipio Medio Ponente. Secondo posto per Manuela Cappello, consigliere comunale di Italia dei Valori, terzo per Simone Farello, capogruppo del Partito democratico a Tursi che aveva lanciato il guanto della sfida al senatore e cicloamatore Enrico Musso per la competizione – benefica, il ricavato andrà alla Comunità di sant’Egidio – che ha dato il via a Mo-bike.
Mo-bike è il nome scelto per il primo bike-sharing attivato dal Comune di Genova. A gestire il servizio è la Comunicare srl, azienda titolare del marchio Bicincittà, presente in numerosi capoluoghi di provincia italiani con oltre cinquemila coppie di pedali. Ieri la prima prova sul campo – difficile ma reso più morbido dalla creazione di un isolone pedonale e dal blando traffico domenicale del centro – ha visto schierarsi numerosi componenti del Consiglio comunale. Maglietta arancione per il vicesindaco Paolo Pissarello, per i consiglieri del centrosinistra Simone Farello, Ermanno Pasero, Manuela Cappello, Michela Tassistro, Giampaolo Malatesta, e per i rappresentanti dei Municipi Fabio Grubesich, Alberto Pandolfo, Rosa Anna Ridella, Andrea Pinto, Claudio Caporale e Mauro Avvenente. Maglietta blu per lo “sfidato”, il senatore Enrico Musso, e poi per Emanuele Basso, Massimo Alfieri e Aldo Siri. Alla fine premi per i primi tre classificati, medaglie per tutti e frasi di rito. Pissarello, vicesindaco e assessore alla Mobilità, dopo il giro, durato non più di mezz’ora, ammette che «Genova non è un città facile, ma le possibilità di riuscita ci sono tutte, speriamo che questa iniziativa aiuti a diffonderne l’utilizzo».
La bicicletta è bianca e rossa, come la bandiera di Genova, porta in corrispondenza del parafango posteriore un voluminoso “cofano”, studiato per ospitare la batteria, mentre montato sul manubrio c’è un comodo portapacchi nero. L’aspetto è quello di una city-bike, con canna ribassata per consentire una facile fruizione per tutti e sedile regolabile. Sulla manopola di destra c’è il cambio a tre marce: con la “1″ si parte, con la “2″ si viaggia nel piano con la spinta della batteria, con la “3″ si possono affrontare le salite più impervie. Consigliabile è testare questa bicicletta per un paio di minuti prima di buttarsi nel traffico, perché il comportamento di questo mezzo non è propriamente identico a quello di una bicicletta normale, la batteria può ingannare qualunque neofita. Le discese vanno percorse lente, l’inedita via XXV Aprile chiusa al traffico per l’occasione lo dimostra: le scorribande e la velocità non sono una caratteristica di questo mezzo, pedalare per andare più forte non serve. In via Garibaldi, che come tutto il centro storico sarà sempre aperta alle due ruote ecologiche, si sperimenta l’ebbrezza del saltellare un po’ retrò sull’antico lastricato. Svolta in vico Argento e immissione in via Luccoli, poi si arriva a Caricamento, l’inizio dell’unico paradiso per i cicloamatori, dal momento che qui inizia il “pedonalissimo” porto antico. San Lorenzo è la sola vera salita del percorso del debutto di Mo-bike. Armeggiando con i rapporti si capisce subito quanto – al momento – il servizio sia affidabile: si corre su che è un piacere, senza sudare perché il sistema di assistenza alla pedalata fa sì che un colpo di corona dalla spinta modestissima venga amplificato in maniera netta ed esponenziale. Due minuti e si conquista il “gran premio della montagna”. Giro da piazza Dante, via Fieschi e via Venti-isola pedonale per metà. Il traguardo è in De Ferrari, premi per i vincitori e l’impietoso bilancio dei guasti che conta una batteria sgangiatasi a metà percorso e un portapacchi svitatosi all’improvviso poco più in là. Da oggi non si scherza più, il servizio è atteso alla prova vera, quella della strada, degli ingorghi e delle piste ciclabili che non ci sono. E dei genovesi, entusiasti delle novità quanto critici, impietosi e attenti nel segnalarne le magagne.

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