Disabili e lavoro: anche le famiglie e le associazioni decideranno sul collocamento

Redattore sociale 2/4/09

Accordo fra Comune e Ausl di Bologna: nasce il Gruppo di lavoro per il collocamento mirato, in cui entrano i rappresentanti dei disabili. Pesce (Aicee): ”Per ogni soggetto si definirà un progetto personalizzato di inserimento”

BOLOGNA – Anche le famiglie e le associazioni potranno dire la loro sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. La novità arriva dall’accordo di programma firmato da comune di Bologna e Ausl, che prevede la nascita del Gruppo di lavoro per il collocamento mirato, in cui siederanno anche tre rappresentanti di associazioni e famiglie, indicati dalla Consulta comunale per il superamento dell’handicap. “Per ogni soggetto segnalato – spiega Giovanni Battista Pesce, presidente dell’Aice (Associazione italiana contro l’epilessia) – si definirà un progetto personalizzato per il lavoro, qualcosa di simile a quello che già succede nelle scuole”. Il gruppo non avrà il compito di trovare un impiego alle persone segnalate (la competenza spetta alla provincia), ma, aggiunge il sindaco Sergio Cofferati, dovrà fornire indicazioni “su chi sono le persone interessate e quali sono le loro caratteristiche e potenzialità, per progettare un posto di lavoro che corrisponda al loro profilo”. L’obiettivo è appunto favorire il collocamento mirato, ovvero un impiego “che permetta alla persona di realizzarsi – sottolinea il sindaco -: il lavoro non può essere solo una forma di assistenza”.

Il coinvolgimento di famiglie e associazioni era una delle principali richieste emerse dall’istruttoria pubblica per il superamento dell’handicap, svoltasi nel gennaio 2008, ma era finora rimasta senza risposta. Tanto da spingere Giovanni Battista Pesce, a febbraio 2009, a uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione sul tema. Secondo il presidente dell’Aice l’accordo rappresenta “una novità a livello nazionale, e ha ricevuto il plauso del presidente della Fish Bruno Barbieri, che ci ha scritto una nota di congratulazioni”. Il gruppo di lavoro, che avrà il suo primo incontro entro aprile, avrà fra i suoi incarichi anche la redazione di una “mappa” della disabilità a Bologna. “E’ necessario sapere chi sono le persone con disabilità a Bologna – aggiunge Pesce -, quali sono le loro patologie, ma anche che efficacia hanno gli interventi in loro favore, a partire dalle borse lavoro”.

La mappa, in altre parole, dovrebbe servire a calibrare meglio gli investimenti sulla disabilità. “Il comune spende quest’anno 22 milioni di euro per assistere 1.500 persone – spiega il vicesindaco con delega alle Politiche sociali Giuseppo Paruolo -: 10 arrivano dal Fondo sanitario regionale, 7 dal bilancio del comune e 5 dal Fondo per le non autosufficienze”. Il punto della situazione si farà sabato 4 aprile, dalle 9.30 nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, nell’incontro “Disabilità: cosa rimane da fare”. In quest’occasione, a cui sono invitati anche i parlamentari elettia Bologna, l’amministrazione presenterà ai cittadini il bilancio delle cose fatte in tema di disabilità e presenterà l’accordo di programma. “Un accordo che arriva a fine mandato – conclude Cofferati – e che per noi è un testimone da passare all’amministrazione che verrà”.

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