Carceri minorili, ”manca un ordinamento penitenziario specifico”
Redattore sociale 3/04/09
Parla Caterina Chinnici, procuratore della repubblica per i Minori a Palermo: ”Nelle carceri per minorenni oltre alla carenza polizia penitenziaria c’è bisogno di un educatore. Ma c’è da dire che il volontariato lavora molto bene”
ROMA – “Talune difficoltà ci sono anche nel settore della carcerazione minorile, la difficoltà più grossa è che manca un quadro normativo di riferimento e un ordinamento penitenziario specifico per le carceri minorili e di conseguenza per l’organizzazione del lavoro della polizia penitenziaria all”interno delle strutture minorili”. E’ quanto ha affermato questa sera Caterina Chinnici, procuratore della repubblica per i Minori a Palermo, nel corso dell’ottavo convegno del coordinamento nazionale Uilpa penitenziari, a Roma. Secondo Chinnici, in alcuni casi, come nell’istituto penale per i minorenni di Caltanissetta dove sono ristretti anche ragazzi che hanno commesso fatti gravi di mafia, c’è proprio una carenza di personale della polizia penitenziaria. “Abbiamo avuto dei momenti – spiega il procuratore – in cui il carcere era pieno e le unità di polizia penitenziaria erano decisamente insufficienti”.
Tra le carenze di personale che quelle figure necessarie per attivare percorsi di recupero per i minori, anche se a queste mancanze spesso risponde generosamente il volontariato. “Oltre a quello della polizia penitenziaria, c’è bisogno di un educatore. Attualmente si sta parlando di un educatore di riferimento per ciascun minore ed è chiaro che bisogna integrarli. Va detto però che all’interno delle carceri per i minorenni c’è molto volontariato che funziona molto bene”. Le prospettive, spiega Chinnici, sono le stesse condivise dal settore della polizia penitenziaria e delle carceri per gli adulti. “Non ci sono prospettive – dice il procuratore – che ci facciano sperare in un potenziamento delle strutture”. Negli ultimi periodi, però, al contrario delle strutture penitenziali per adulti che vanno verso un affollamento ancor più significativo, per i minori c’è stata un’inversione di tendenza. “Dal 2001 al 2004 c’è stato un aumento sia di minori che hanno commesso reati sia degli ingressi in istituto. Dal 2005 in poi, invece, c’è stata una diminuzione. Non sono grandi numeri, ma c’è stata anche per quanto riguarda i minori stranieri”.

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