Carcere – L’Icam di Milano, un ”modello da esportare”

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La struttura, che accoglie mamme detenute con bambini, replicata a Roma, Firenze e a Favara (Agrigento). Al 10 febbraio 2.500 le recluse in Italia (5% del totale) e 65 bambini. Fuori circa 250 minori con la madre in carcere
MILANO – Milano fa scuola: l’istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam), che offre alle mamme la possibilità di tenere con sé i figli di età compresa fra zero e tre anni, verrà presto replicato a Roma, Firenze e a Favara (provincia di Agrigento). Una quarte struttura verrà presto realizzata anche in Sardegna. “Sigleremo a breve le convenzioni -spiega Maria Pia Giuffrda, presidente del gruppo nazionale di lavoro Icam-. In tre casi abbiamo già reperito i locali e stiamo lavorando per adeguarli alle esigenze di custodia richieste”. L’Icam di Favara, realizzato all’interno di una struttura confiscata alla mafia, sarà probabilmente il primo ad aprire i battenti.

Se ne è parlato oggi durante il convegno “Icam, free to grow up” promosso dalla Provincia di Milano e dalla Commissione Europea. Al 10 febbraio 2009 le detenute in Italia erano oltre 2.500 (vale a dire quasi il 5% del totale della popolazione carceraria), con loro, nei 19 nidi operativi all’interno di altrettanti istituti di pena, ci sono 65 bambini. Ma il problema non riguarda solo loro: fuori dal carcere infatti ci sono circa 250 bambini che hanno la mamma in carcere; 61 vivono con il papà, 77 sono stati affidati ai nonni o agli zii, all’interno di una “famiglia allargata”, 12 sono stati dati in affidamento e 15 si trovano in comunità. “Molte donne, soprattutto straniere, al momento dell’arresto non dicono di avere un bimbo. Per timore che gli venga sottratto – spiega Maria Pia Giuffrida -. Per questo è importante esportare il modello dell’Icam: per rassicurarle e spiegare loro che possono stare con il proprio bambino nei primi tre anni di vita”.

L’Icam di Milano, che festeggia in questi giorni il secondo anno di vita, attualmente ospita 11 mamme e 12 bambini. Dal 2 aprile 2007 al 30 giugno 2008 nella struttura di via Macedonio Melloni (che ha una capienza massima di 14 posti) sono transitate 48 madri, delle quali 28 (il 58,3%) di nazionalità straniera. In particolare le donne di nazionalità romena e marocchina rappresentano il 25% del totale delle detenute transitate. Solo il 15% delle detenute (pari al 31%) transitate all’Icam sono state condannate in via definitiva. (vedi lancio successivo) (is)
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