Trasporto disabili, 287 posti a rischio
Secolo XIX 2/04/09
Servizi sociali
IL SERVIZIO DI TRASPORTO disabili costa al Comune 4 milioni e 600 mila euro all’anno. Troppo per le casse sempre più vuote di Palazzo Tursi, stretto tra la riduzione del fondo sociale e l’incertezza sui rimborsi Ici. Tagli in vista? L’assessore ai Servizi sociali, Roberta Papi, ieri in commissione consiliare, ha affermato: «Faremo tutto il possibile per continuare a garantire il servizio ai 331 disabili che, ad oggi, vengono portati nei posti di lavoro o nei centri di riabilitazione con mezzi di trasporto pagati dal Comune».
Però, il timore di tagli che potrebbero scattare già dal 1° giugno e in maniera consistente, esiste eccome. E si lega ad un dato di fatto: la gara europea – da circa 3 milioni di euro – indetta dal Comune per fornire il trasporto individuale ai disabili, riguarda solo 44 utenti e non più i 331 serviti attualmente. Quarantaquattro è il numero di disabili gravissimi (con doppio accompagnatore) che potranno essere trasferiti nei centri di riabilitazione spendendo i circa 400 mila euro sinora a disposizione del Comune per questa voce del bilancio. Nulla a che vedere con i quasi 3 milioni di euro spesi nel 2008 per il trasporto individuale dei disabili. A tale cifra vanno poi aggiunti, sempre a beneficio dei disabili, 1,4 milioni per il trasporto scolastico, obbligatorio per legge, 159 mila euro per le “navette” da e per i centri Anffas, 88 mila euro per il “Pollicino” (il pulmino Amt da 20 posti che esegue il servizio su prenotazione) e 15 mila euro per i viaggi “una tantum” per disbrigo di pratiche e visite mediche».
«La procedura europea – spiega Papi – impone di dimensionare la gara all’entità dei finanziamenti certi e disponibili per coprire almeno un anno di appalto. Ma questo non significa che il servizio coprirà solo i 44 posti inseriti nel bando. Certamente troveremo le risorse per scongiurare ridimensionamenti». «Infatti – continua l’assessore – siamo in un bilancio ancora preventivo. Inoltre, quando troveremo nuovi fondi, sarà possibile ampliare l’appalto senza bisogno di una nuova gara». L’ottimismo è d’obbligo. Ma dove reperire i finanziamenti per mantenere inalterato il trasporto disabili? La giunta ha chiesto aiuto alla Regione e alla Asl.
Papi avanza una proposta: «Dei 331 disabili trasportati al primo marzo 2009, 224 sono diretti ai centri di riabilitazione e 87 ai luoghi di lavoro. Di questi ultimi (più altri 37 portatori di handicap in lista d’attesa) il Comune può farsi carico interamente nell’ambito di una missione sociale. Mentre il trasporto legato alla riabilitazione, essendo un servizio di tipo socio-sanitario, dovrebbe essere per il 50 per cento a carico della Asl». E se la Asl dovesse rispondere picche? «Troveremo altre soluzioni, ma confidiamo nel sostegno della Regione». Escluso il contributo di sponsor («Purtroppo il trasporto disabili non risulta appetibile per le aziende»), resta l’ipotesi di legare il contributo degli utenti al loro reddito.
Le rassicurazioni della Papi non convincono il capogruppo di Forza Italia, Raffaella Della Bianca: «Dal 1° giugno molte famiglie potrebbero vedere stravolta la propria vita. Non solo: i disabili che usufruiscono del servizio per andare al lavoro potrebbero perdere il posto o, dovendo usare il taxi, vedere ridotto di molto il guadagno». Della Bianca solleva pure il problema occupazione: «Almeno 50 posti di lavoro sono a rischio nelle cooperative sociali che eseguono il servizio». Umberto Lo Grasso (Ulivo) e Giuseppe Murolo (An) chiamano in causa la Regione, «che potrebbe sostenere il trasporto disabili nell’ambito del trasporto pubblico locale». Stefano Anzalone (Idv) propone, infine, «un contributo di 500 euro al mese alle famiglie che eseguissero in proprio il trasporto dei parenti disabili».

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