Strisce modificate, corsie gialle trappola

Secolo XIX 2/04/09

cambiamenti in corsa e proteste
“Mattanza” a Cavour. Via Invrea, pioggia di sanzioni ai residenti
CORSIE GIALLE, le polemiche corrono veloci. Perché ce ne sono alcune segnalate a dovere e ormai “metabolizzate” (dove, di fatto, con l’andar del tempo è crollato il numero delle contravvenzioni). Poi ci sono i casi in clamorosa controtendenza, guarda caso per problemi legati a modifiche non pubblicizzate a dovere: parliamo di piazza Cavour, che miete 140 “vittime” al giorno, e di via Tommaso Invrea, dove un gruppo di abitanti – abituati da sempre a svoltare in via Smirne, si sono trovati a raccogliere una messe di sanzioni.
Il caso più clamoroso è quello in fondo a corso Quadrio, in piazza Cavour. Con il contorno da humour a tinte fosche, sul fatto che la telecamera sia posta proprio nei pressi della Casa del Boia. Perché qui le telemulte raggiungono livelli da mattanza. È il punto di Genova nel quale le sanzioni, oggi, sono in assoluto le più numerose: 1.977 nei primi sette giorni di attivazione, calate a 595 a metà gennaio, ma risalite a 985 (una media di 140 al giorno) nell’ultima settimana.
Succede che il rimedio talvolta è peggiore del male: Amt si è lamentata con Tursi che in quel punto c’erano spesso auto in sosta vietata, costringendo i bus a virare a sinistra uscendo dalle corsie protette; l’azienda ha chiesto al Comune di intervenire. E Tursi lo ha fatto: la linea gialla esterna, che nel tratto finale rientrava per consentire di svoltare agli automobilisti diretti in via Turati e al porto antico, è stata raddrizzata fino in fondo, dove c’è la linea di stop del semaforo. In questo modo chi deve andare a destra ha due possibilità: o tagliare nella corsia gialla assicurandosi una multa, oppure prodursi in una chicane simile a quella di un pilota di Formula 1.
Paolo Pissarello, assessore alla mobilità sostenibile, cade dalle nuvole: «Non so nulla; valuteremo con il comandante della polizia municipale, Roberto Mangiardi, se in quel punto ci sono dati incongruenti». Intanto però le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. Osserva Carmela Minniti, presidente Regionale di Federconsumatori: «Le corsie gialle sono utili, dovrebbero essercene anche di più. Ma in questo modo sembra servano solo per far fare cassa al Comune. Serve una politica chiara e trasparente sul trasporto pubblico». «Queste sono trappole – denuncia Dino Galiazzo, rappresentante di Altroconsumo per la Liguria – Senza contare che ci sono telecamere che non servono a nulla, come in via Tommaso Invrea, mentre mancano in corso Buenos Aires, dove ci sono anche auto in seconda fila. Le corsie gialle devono essere aumentate, ma dove servono. E noi siamo anche per la sperimentazione di moto e bici elettriche nelle corsie protette».
Già, la telecamera di via Tommaso Invrea, l’ultimo fronte della contestazione. L’occhio elettronico che “spazza” una ventina di metri della centralissima strada è bersaglio delle lamentele degli abitanti di via Antiochia, alle spalle di Corte Lambruschini. Il motivo è semplice: in questi giorni i residenti stanno ricevendo una pioggia di contravvenzioni risalenti a novembre per essere passati sulla striscia gialla di via Tommaso Invrea in fase di svolta a destra. Ovvero, imboccando via Smirne per raggiungere via Antiochia.
Il caso paradossale è quello di Leondina Civieri che, dopo aver pagato due multe , se ne è vista recapitare quattro, comminate a distanza di pochi minuti l’una dall’altra: la prima alle 16.37 del 29 novembre, la seconda alle 16.40, la terza alle 16.50 e la quarta alle 16.55. «Intendiamoci, so di aver commesso un’infrazione – dice Civieri – Ma è impossibile non commetterla. A meno che, per svoltare a destra, non ci si fermi al centro della strada, bloccando il traffico. E questo è contrario al buon senso, oltreché pericoloso». La telecamera di via Invrea ha registrato nella prima settimana 1.022 infrazioni, con una media di 146 al giorno, mentre sono 404 le istantanee scattate tra il 9 e il 15 marzo. Gli abitanti di via Antiochia, dei quali Leondina Civieri si è fatta portavoce, temono che il più delle volte il “clic” della macchina sia scattato per loro. Ma il problema, però, è addirittura precedente all’installazione della telecamera. Lo sa bene Gabriella Di Lieto che, dopo aver pagato due multe vergate dagli ausiliari della sosta, è rimasta scottata: «Non contestiamo le multe, perché l’infrazione c’è – dice – È una questione di logica: è pericoloso svoltare in queste condizioni». «La segnaletica è equivoca, la telecamera sembra messa lì apposta per fare cassa», aggiunge Raffaele Manca, assessore al Bilancio del Comune di Lavagna, anche lui sanzionato.
A onor del vero, un’alternativa ci sarebbe: gli abitanti di via Antiochia potrebbero accedere alla strada di residenza, senza commettere alcuna infrazione, da corso Torino: «Si tratta, però, di un giro tortuoso». E, in ogni caso, quel che è fatto (le multe) è fatto. «Abbiamo nominato un avvocato – conclude Civieri – Qualcuno pensa di chiedere i danni morali, mentre c’è chi, per paura di ricevere nuove “bollette” ha addirittura negato l’accesso al postino». Che, in questo caso, però, potrebbe suonare ben più di due volte.

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